Twitter non sfonda in Italia

Da tempo covavo questa impressione. Molto parlare di Twitter, ma poco utilizzo reale nella vita di tutti i giorni. E pensare invece che si tratta ormai di una delle forme più diffuse qui negli USA per condividere aggiornamenti flash e trasferire notizie in modo puntuale e veloce a un’audience sempre più ampia. Ma in Italia non sembra godere di grande credito. Almeno questo è quanto emerge dall’ultima ricerca condotta da comScore. Nella classifica delle prime venti nazioni al mondo per reach di Twitter mancano i maggiori paesi europei a eccezione di UK (come sempre) a indicare una mancanza di “trazione” nella forma di tweets utili e/o divertenti (l’attore Ashton Kutcher nell’aprile del 2009 ha sfidato CNN raggiungendo per primo il milione di followers). Non a caso in Venezuela da quando il presidente Chavez ha iniziato a inviare messaggi, l’adozione del servizio è cresciuta vertiginosamente. Che mi risulti, anche l’inclusione di tweets in prodotti media italiani è limitata o addirittura rara (se non inesistente), mancando uno dei pregi maggiori di questo servizio.

Stesse considerazioni per la penetrazione attraverso dispositivi mobili: apparentemente solo 200,000 utenti in Italia ne fanno uso da cellulare.

3 thoughts on “Twitter non sfonda in Italia”

  1. Io sono italiana. Sono collegata a twitter continuamente.
    Il fatto che twitter non sia “trendy” come facebook non è che un bene. Tiene lontano i bimbiminkia e le adolescenti dementi. Le fattorie, i testi delle canzoni di Ligabue.
    Diciamo che su twitter ci sono le persone interessanti e su facebook i cazzari :)

  2. 1) E’ un approccio diverso alla tecnologia quello dell’italiano medio, come lo è nella vita reale.
    2) Siamo sempre e comunque teconlogicamente e mentalmente indietro rispetto alle altre nazioni (vedi il tuo ultimo articolo).
    3) Twitter è una piattaforma di Microblogging che, come il blogging classico, si basa sui contenuti (migliore è la qualità migliore è l’interesse suscitato). Le gare a chi pubblica prima la cosa più inutile (tipiche degli adolescenti..i più ‘attivi’ su internet) non sono all’ordine del secondo.
    4) Sono un fanatico dell’usabilità e devo ammettere che io stesso trovo difficoltà a ‘spiccare il volo': non esiste un buon sistema di commenti..i tweet di risposta potrebbero riempirti una pagina, manca un sistema di messaggistica instantanea o quanto meno un indicatore di stato..per sapere se l’amico a cui scrivo è online, e tante altre robe…chissà magari il nuovo twitter ci stupirà 😛
    sarei ben lieto di ‘abbandonare’ facebook

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