Il video che verrà. Oggi o al massimo dopodomani

canon8k-728x410L’alta definizione ci accompagna da alcuni anni, ma non è infrequente – soprattutto in ambito televisivo – assistere a trasmissioni nella molto più modesta e quasi anacronistica Standard Definition (SD). Di risoluzione 4K se ne parla da almeno 2 anni grazie alla disponibilità di un’ampia gamma di prodotti a partire dalle telecamere GoPro e ultimamente con i nuovi iPhone 6s e 6s Plus. Molte videocamere di fascia amatoriale e semi professionale registrano a questa risoluzione. Inoltre, nel comparto degli schermi, le soluzioni abbondano con prezzi progressivamente in calo. Il treno in atto è evidente è logico per molti aspetti. Risoluzioni sempre maggiori a portata di chiunque, partendo da uno smartphone.

Crescono in parallelo le dimensioni dei file prodotti, ma lo spazio di memorizzazione sembra evolvere nella stessa direzione senza penalizzare troppo il consumatore sul fronte dei costi. Inoltre, lo spazio su cloud segue la solita traiettoria in discesa con costanti riduzioni di prezzo (50GB di spazio iCloud costano ora $0.99 al mese).

Immagini e video a risoluzioni sempre maggiori e spazio cloud  a costi irrisori. Tutto bene quindi? I due colli di bottiglia sono connettività e porte di comunicazione, due elementi “hardware” sul quale il consumatore ha poco controllo o addirittura nulla. Canon ha appena annunciato un nuovo sensore fotografico con risoluzione da 120 mega pixel. Non ancora in commercio, rappresenta comunque un incredibile passo in avanti rispetto ai 50MP della nuovissima Canon 5Ds Mark III, sufficientemente esagerato da risultare spiazzante. Un file in formato RAW prodotto da questo nuovo super sensore raggiunge la dimensione di 210MB, più o meno 10x lo spazio occupato da un file nello stesso formato prodotto con una Canon 1D X. Immagino indispensabile ricorrere a schede di memoria Compact Flash da almeno 128GB per avere una discreta capacità fotografica (600+ immagini), ma il vero punto critico è la velocità di connessione di periferiche o di file verso spazi di post-produzione e di memorizzazione permanente. Sotto USB 3.0 probabilmente il trasferimento di uno shooting risulta un investimento di tempo non trascurabile. E questo valore minimo vale sia per un card reader che per la porta di comunicazione per tethering a bordo della fotocamera. Qualsiasi soluzione più performante solo ben accetta.

big-picture-with-text_updateStesse considerazioni per le porte di comunicazione installate sui computer. Anche in questo caso USB 3.0 il minimo indispensabile. Personalmente mi auguro che USB Type-C diventi pervasivo e sia seguito dall’introduzione di dispositivi di varia natura secondo le specifiche Thunderbolt III capaci di gestire un monitor esterno 5K o superiore (attualmente Thunderbolt II non dispone di canali di comunicazione sufficientemente potenti ed è per questo che Apple non ha ancora rinnovato il proprio monitor esterno ad alta risoluzione) e velocità di trasferimento pari a 40GBps oltre ad altre funzionalità interessanti sempre con connettori USB Type-C. I prossimi MacBook Pro con il processore Skylake auspicabilmente previsti entro la fine dell’anno dovrebbero seguire l’esempio del recente MacBook, ma con prestazioni superiori in qualsiasi ambito.

Upload speedPassiamo alla banda. Senza una velocità di upload decente lo spazio cloud risulta solo un mezza vittoria (o forse una mezza sconfitta). Qualsiasi prestazione sotto i 10MBps comporta investi di tempo stratosferici e complicate pianificazioni notturne, l’opposto di quanto serve per gestire con naturalezza e semplicità archivi video e/o fotografici, ma anche banalmente grandi quantità di dati. Non a caso Google Cloud Storage ha introdotto negli USA, EMEA e APAC un nuovo servizio di upload di grandi archivi proponendo ai clienti l’invio fisico di un disco contenente le informazioni da trasferire avendo realizzato (calcoli molto semplici e banali) che per trasferire 1TB di dati serve oltre un giorno con una velocità di upload di 100MBs (in questa pagina si possono fare alcune simulazioni), durata che sale esponenzialmente al decrescere della banda arrivando anche a decine di giorni con tutte le conseguenze del caso. Quindi, anche in contesti super professionali risulta evidente come la banda costituisca un collo di bottiglia rispetto alle dimensioni dei dati prodotti con estrema facilità e naturalezza e non solo da parte di grandi organizzazioni. La prossima esplosione di wearables inevitabilmente porterà anche comuni mortali a produrre e conseguentemente memorizzare volumi di informazioni sempre crescenti. Basta pensare al comparto health per comprendere come questa ipotesi non sia particolarmente utopica.

Screen-Shot-2015-09-08-at-3.37.26-PM-600x329Gli elementi di “tensione” in questa contrapposizione tra qualità video e soluzioni di memorizzazione non ha ancora raggiunto un punto di equilibrio con l’esponenziale crescita legata a 4K che si parla già di 8K come del prossimo imminente passo. Sempre Canon ha recentemente introdotto una prima soluzione cinematica a questo livello risolutivo capace di generare immagini da 8,192 x 4,320 pixel (circa 35.39 milioni di pixel effettivi).

Senza avventurarsi troppo nel futuro e in soluzioni indirizzate al segmento dei professionisti, come anticipato, la nuova linea di iPhone 6s introduce una fotocamera da 12MP e video con risoluzione 4K. Questo significa che realisticamente i 5GB di spazio iCloud forniti in dotazione gratuita saranno insufficienti per un numero crescente di utenti. Allo stesso tempo, la velocità di upload giocherà sempre più un ruolo chiave anche per il generico Joe intento a immortalare con costanza encomiabile ogni pietanza a portata di scatto. Servono fibra, computer “muscolosi” e periferiche veloci come gazzelle.

 

 

 

 

 

 

 

La mia eredità digitale

Seattle 02-12-2015 - 0073Nessuna intenzione di smettere di essere attivo sul fronte digitale, sia a livello professionale che personale. E godendo di ottima salute al momento (dita incrociate), non sto prefigurando scenari con connotazioni fosche. Mi riferisco semplicemente alla non trascurabile quantità di materiale digitale che produco giornalmente e che assorbe una buona parte del mio tempo libero. Rimanendo solo in ambito fotografico, ho chiuso il 2014 con 26,691 scatti archiviati, apparentemente circa 600GB di spazio disco. Tutti capolavori e testimonianze di un genio creativo e artistico di rilevanza mondiale? Ovviamente no, nemmeno lontanamente. Di sicuro molti bei ricordi e diversi momenti del tempo trascorso in varie parti del mondo e in contesti differenti. Potenzialmente un valore affettivo per i membri del ristretto nucleo familiare oggi e ancor di più in prospettiva. Ogni tanto ci capita di rivedere una buona porzione di questo abbastanza voluminoso database comodamente rilassati sui divani di casa davanti allo schermo in veloce sequenza. Indubbiamente piacevole e ripetibile nel tempo.

Qualche utilità all’esterno della stretta cerchia familiare? Probabilmente non molto. Indirettamente ho catturato e testimoniato qualcosa di Londra, dell’Arizona, delle Hawaii e dei tanti altri posti dove sono stato nel 2014. Altrettanto vale per gli anni precedenti. Nessuna pretesa di aver comunque dato corpo a qualcosa di utile. Questa riflessione mi ha però portato a pormi una domanda più generale. Di sicuro non sono l’unico ad aver prodotto dei documenti digitali – foto, video, scritti, presentazioni, … – e sono certo che considerando ampi segmenti della popolazione, oltre a quantità ci sia indubbiamente anche qualità che sarebbe un peccato perdere. Questa la domanda quindi: cosa suggerire ai singoli per fare in modo che quanto prodotto risulti accessibile in futuro e, ancor prima, non venga in qualche modo perso? Esistono delle soluzioni per assicurarsi che venga estratto il valore che sicuramente risiede nella mole di documenti digitali prodotti coscientemente e a volte per caso come uno scatto fotografico? Cosa potremmo capire meglio del 2014 fra 50 anni facendo riferimento all’incredibile quantità di documentazione prodotta da ciascuno di noi?

Sono sempre stato sorpreso dall’apparente facilità con la quale l’umanità sia riuscita in passato a dimenticare quanto di buono, di tecnologico, di utile e di avanzato prodotto in un certo periodo storico. All’organizzazione dell’Impero Romano è seguito uno sfascio in gran parte all’incapacità di trattenere tutto quanto di positivo realizzato in precedenza. Ora ci troviamo in una condizione teoricamente opposta: ogni istante delle nostre esistenze è iper documentato e lo sarà sempre di più (tra l’altro, quante telecamere mi hanno ripreso questa mattina mentre andavo in palestra oltre a quelle presenti nel palazzo in cui vivo?). Personalmente sono quasi angosciato quanto sento di persone che non salvano le tante immagini scattate sul proprio telefono. Una logica “usa e getta” dei propri ricordi – anche quelli banali e del momento – mi sembra in totale contraddizione con il mondo in cui viviamo. Da capire cosa fare invece per assicurare continuità e utilità nel tempo a tutto quanto catturato e prodotto digitalmente. Non ho risposte o proposte al momento. Nel frattempo vado di backup.

Come evitare di costruire un modesto sito di ecommerce

manfrotto 01L’esempio lo fornisce Manfrotto, azienda italiana leader nel mondo per accessori per la fotografia. Adoro i loro prodotti e la maggior parte degli accessori che compro sono di loro produzione. Qualità ineccepibile e riconosciuta universalmente da chi effettivamente di fotografia se ne intende e se ne occupa professionalmente. Eppure il loro sito è a dir poco modesto e quasi scoraggiante. Tutto sommato tutto quanto possibile sbagliare in un sito di commercio elettronico è racchiuso all’indirizzo www.manfrotto.com. Valutazioni strettamente personali e soggettive, enfatizzate dal fatto che esempi di eccellenza in questo settore se ne contano a centinaia e che quindi l’ispirazione non manca. Alcuni spunti utili.

Search. La funzionalità di ricerca interna al sito lascia molto a desiderare partendo proprio da come il tutto è presentato all’utente. Una piccola finestrella nell’angolo superiore destro dello schermo. Una ricerca di pochi termini eccede lo spazio a disposizione e non risulta molto comoda. I veri problemi sono però nella risposta. I tempi di attesa sono “eterni” e la qualità del result set lascia molto perplessi. Dopo la pioggia e la neve di questi giorni, ero alla ricerca di una copertura per la macchina fotografica e quindi ho cercato camera rain cover, una combinazione di termini sufficientemente logici e validi a mio avviso. Come mostrato nella prima foto, le prime due risposte non hanno nulla a che vedere con l’obiettivo della mia ricerca. Un po’ meglio con il meno intuitivo dslr rain cover.

Fotografia. Ero interessato a capire qualcosa di più relativamente ai pannelli LED e Manfrotto ha un’ottima reputazione anche in questo settore. Molti modelli con un’ampia varietà di prezzi, ma anche tipologie differenti di utenti, sebbene per definizione la quasi totalità della gamma dei prodotti Manfortto si indirizzi ai professionisti o ai super appassionati. Avere qualche sensazione sulle funzionalità e caratteristiche di un prodotto attraverso un adeguato supporto fotografico sempre una buona cosa e un elemento di forte supporto per la vendita. Per il modello Spectra900FT-LED Light-540lx@1m-CRI>90, 3200-5600°K, Dim (bel nome, vero?) le immagini a corredo sono 4, di cui solo due effettivamente relative al pannello. Qualcosina in più? Possibile ipotizzare uno sforzo aggiuntivo per meglio documentare il prodotto compreso il retro e, magari, con un livello di accuratezza maggiore? Sebbene produrre foto possa generare dei costi di manutenzione e di gestione, tutto sommato un paio di scatti addizionali non sono certo quelli che compromettono un risultato fiscale e fanno esplodere i costi. Anzi, semplificano il processo di vendita e si ripagano all’istante. Il video a corredo è poi pura propaganda, con un valore descrittivo del prodotto e delle sue funzionalità molto limitato.

Manfrotto 02

Descrizione. Credo che il peggio sia però nella descrizione del prodotto. Sembra redatta quasi controvoglia, senza nessuna passione e forma di coinvolgimento di chi potrebbe trasformarsi in un acquirente disposto a sborsare centinaia di euro. Uno degli obiettivi della descrizione – oltre a essere esaustiva e chiara – dovrebbe consistere anche nell’incentivare all’acquisto e a educare. Questo passaggio lo trovo sublime:

The LED light can also be operated by mains, through an AC adaptor, which is optionally available. Moreover, Spectra900FT is provided with D-Tap input, which allows the operation of the fixture with various power sources utilizing D-Tap plugs (D-Tap Adapter Cable is not included).

Non solo pile/batterie, ma anche alimentazione di rete per chi – come molto spesso capita – intende utilizzare il pannello LED all’interno dove il problema di recuperare una presa di corrente è minimo nella maggior parte dei casi. Nessuna indicazione di quale tipo di adattatore possa essere utilizzato, nessuna menzione se disponibile sul sito Manfrotto e/o link a qualche rivenditore esterno in grado di fornire una soluzione compatibile. Nelle specifiche tecniche – un comodissimo PDF – viene indicata la natura dell’adattatore e un codice d’ordine che – inutile a dirsi – genera un errore se inserito nella finestra Search del sito. I codici EAN e UPC inclusi sempre nella documentazione non sono di grande aiuto.

manfrotto 03Ecommerce a 360º. Manfrotto, come molte altre aziende, non vende i propri prodotti esclusivamente attraverso il sito di e-commerce aziendale. Anzi, molto facile ritenere che le vendite dirette corrispondano solo a una minima frazione del volume complessivo di transazioni online. I vari B&H e Amazon – giusto per citare uno specializzato e un grande retailer – sono di sicuro tra i canali di vendita di questa fortissima azienda veneta. Questo significa che i contenuti digitali prodotti all’origine – foto, video e descrizioni – sono quanto realisticamente verrà visto da chiunque a livello mondiale attraverso Amazon e B&H. Se poveri all’origine, lo saranno sempre con logici ed evidenti impatti sulla propensione all’acquisto di chi potenzialmente interessato. E in assenza di un numero significativo di commenti da parte di precedenti acquirenti – situazione abbastanza a comune per prodotti di nicchie e con un tasso di obsolescenza tecnologica elevato – il rischio è di metter dil consumatore in una forte posizione di imbarazzo e di difficoltà, esattamente e l’opposto di quanto dovrebbe succedere.

Il suggerimento – non solo per Manfrotto – è di delegare a qualche esperto di comunicazione web e con un minimo di sensibilità al processo di vendita il compito di esporre le qualità e le caratteristiche del proprio catalogo di prodotti. Banale e scontato, ma apparentemente un utile consiglio da seguire per chiunque intenda vendere online.

New English blog

godaddy-2931For practical reasons I have decided to keep two blogs, one in English and one in Italian. The new English blog is thenextnext.uk where I intend to continue to share my views and comments on what I consider relevant and breakthrough in consumer electronics, science, media, photography and related fields. This blog will be targeting the Italian community, exclusively in Italian. While not ideal, I believe this is the best solution. For those interested in digital photography, smaruzzi.photography.

Da questo momento in avanti intendo pubblicare solo ed esclusivamente sin italiano su questo blog (smaruzzi.com), mentre i miei commenti in inglese sono riservati su thenextnext.uk, un nuovo esercizio di Managed WordPress che sto esplorando in questi giorni. Per chi interessato di fotografia digitale, smaruzzi.photography.

I need to add FPV to my experience

DJI-Phantom-2-Vision+-Quadcopter-2FPV (First Person View) has recently gained a new meaning thanks to the introduction of drones. Check the video shot during the 4th of July celebrations in West Palm Beach, FL, (watch it in HD), and you will agree with me that a drone adds a completely new perspective to your video experience.

Not cheap, drones are often related to privacy issues and safety, two ares that need to be regulated as these devices become more and more popular. So far flying a drone is still legal, but having multiple 5 pound objectives randomly flying over our heads not the best possible scenario. This recent decision ensures that flying private and commercial drones is still legal in the US, but both the FAA (Federal Aviation Association) and the the NTSB (National Transportation Safety Board) are working hard to determine the best course of action.

In the meantime, these are the top 10 drones available on the market according to Business Insider. Among them, I guess the Parrot with a flight recorder is worth checking despite recording only at 720p. Like the addition of a flight recorder and its Home feature, the ability to pilot the drone back to its initial take off position with a single click on the control app.

Probably the most advanced one is the Phantom 2 Vision+, a much more expensive solution but with an excellent integrated camera with high stabilization.

 

William il Digitale: la mia versione di Shakespeare

William450 anni fa nasceva più o meno da queste parti (sto scrivendo da Londra) William Shakespeare. Non me ne intendo molto di letteratura (zero per essere precisi) e non sono mai stato un grande appassionato di questo genere di letture. Quel poco che ho letto risale ai tempi della scuola dell’obbligo e quindi non certo per scelta.

Qualche mese fa mi sono posto una semplice domanda: come si sarebbe comportato il buon Will ai nostri giorni, considerando l’incredibile quantità di strumenti disponibili per produrre contenuto e per distribuirlo istantaneamente in ogni angolo del pianeta? Come avrebbe interpretato i tempi moderni in qualità di autore e come si sarebbe mosso in un contesto digitale?

Spunto semplice e banale, ma a mio avviso sufficientemente carino per le molteplici prospettive con cui articolare questo progetto di comunicazione. Ho presentato l’idea  all’agenzia PR inglese che mi segue e la risposta è stata entusiastica. Per appassionati di contenuti, potersi confrontare su un tema simile avendo come soggetto un signore che sapeva sicuramente maneggiare la penna, una sfida stimolante. L’idea di fondo consisteva anche nel dimostrare come fosse semplice costruire una propria identità digitale utilizzando strumenti e soluzioni disponibili off-the-shelf facendo ricorso a un minimo di creatività e un pizzico di dimestichezza digitale.

Dominio. Il primo passo concreto è consistito nel definire il nome del domino per rappresentare Will nel mondo digitale, ipotizzando di essere lui. Dall’inizio di quest’anno sono state introdotte decine e decine di stringhe alternative rispetto ai tradizionali .com, .net e simili, ampliando di fatto la scelta e rendendo il namespace di Internet in prospettiva molto più attraente e divertente. Dopo un brainstorming iniziale, la scelta è ricaduta su .today visto che uno degli obiettivi dell’esercizio consisteva proprio nel posizionare William Shakespeare ai nostri giorni. È così nato, shakespeare.today, lo spazio digitale di Will per interagire con lettori, media e promuovere le proprie attività letterarie, performance teatrali e pubblicazioni.

Contenuto. L’esercizio di documentare il lavoro di Will è oggettivamente semplice vista la mole di sonetti e opere di successo scritti nella sua quasi trentennale vena creativa. Considerando la popolarità del personaggio, il contenuto che ruota attorno a Will è veramente vasto e supera i confini della letteratura. Le mugs con Will – quasi fosse una star – sono l’ultima mia scoperta in ordine di tempo. per un libero professionista o una PMI, l’esercizio non è altrettanto spontaneo e semplice, ma le regole di fondo da seguire sono assimilabili all’esercizio che abbiamo sviluppato qui in UK per Will.

Ovviamente, Will è anche su Twitter all’account @ReturnoftheBard: va seguito.

 

Dall’alto. Assolutamente dall’alto

DroneLa telecamera GoPro è uno standard consolidato ormai da diversi anni. I suoi impieghi sono praticamente infiniti grazie alla propria intrinseca versatilità. Riduzione dell’ingombro, migliori ottiche e più facile gestione da remoto le ovvie direzioni evolutive. La moltitudine di accessori la rende adatta in qualsiasi contesto fornendo una visione particolare – a volte unica – soprattuto in ambito sportivo, dall’acqua alla neve.

Ora l’accessorio assolutamente indispensabile per raggiungere un ulteriore livello di sofisticazione e di creatività è … un drone! Logico, no? Serve un drone praticamente a ciascuno di noi e se non avete ancora messo a fuoco questa esigenza, presto vi convincerete degli innumerevoli benefici apportati! Nel caso specifico, significa riprese dall’alto, un mondo quasi inesplorato e sicuramente inaccessibile fino a poco fa all’utente amatoriale. In moltissime occasioni sono rimasto affascinato da riprese fatte attraverso soluzioni assimilabili alla abbastanza nota “Sky Cam”, un classico nel football americano da diversi anni. Riprese uniche, spesso capaci di dischiudere una prospettiva unica e sorprendente. Riuscire a emulare (o provare a emulare) quanto fino a poco fa confinato ai professionisti del video una tentazione irresistibile.

Esistono diversi drone sul mercato e quello proposto nell’immagine è forse il più popolare al momento. È commercializzato a poco meno di $500 ed è di per sé un piacevole giocattolino da pilotare. Agganciando nell’apposito alloggio sotto pancia una GoPro, diventa un prodotto micidiale, dal divertimento e dalla soddisfazione garantita. Per gli scettici consiglio la visione del video allegato.

Ultima considerazione: cosa succede alla privacy se questo genere di oggetti dovesse prendere piede e diffondersi? Come scusa? Puoi ripetere per piacere? Non ho capito la domanda: cos’è la privacy?

Ondata di 4K in arrivo

Sony 4K prosumer camcorderChi pensa che 4K sia una bufala ha capito poco o nulla. Totalmente d’accordo quando si tratta di 3D, tecnologia che non ha lasciato il segno e che non rappresenta e non rappresenterà realisticamente anche nel prossimo futuro un argomento di vendita vincente. Ma 4K è un discorso completamente diverso. In arrivo e tecnologia destinata ad avere successo commerciale. I motivi sono molto semplici:

  • ha molto senso ed è comprensibile da chiunque: migliore risoluzione video colta istantaneamente dalla retina in modo naturale ed evidente;
  • è una logica evoluzione di HD, un passo in avanti;
  • apporta evidenti benefici aumentando la qualità delle immagini di 4 volte;
  • salvo prototipi tipo lo schermo da 150″, verrà presentata su tutta la fascia di prodotti – schermi e dispositivi per la produzione di contenuti – e a costi contenuti.

Sony ha presentato la prima videocamera 4K in occasione del Consumer Electronic Show (CES e si pronuncia una lettera alla volta!) di Las Vegas 2014 proposta al prezzo di $1,500, in linea con modelli di attualmente sin commercio ma non 4K.

È stata Polaroid la prima azienda a presentare uno schermo 4K da 50″ sotto i $1,000, importo che sembra addirittura molto più che aggressivo visto che modelli HD vengono oggi commercializzati a importi molto superiori.

Solo l’inizio.

Tutto bello da Apple

iOS 7Gli annunci di Apple di ieri in occasione della manifestazione riservata agli sviluppatori (WWDC 2013) hanno spaziato su tutti i fronti: hardware, software e servizi. Sempre con un minimo comune denominatore: innovazione e volontà di arricchire l’esperienza dei consumatori. Personalmente mi ritengo soddisfatto di tutto quello che ho visto e sentito. Avevo aspettative software da diverso tempo e sono state ampiamente soddisfatte non solo con iOS 7, ma soprattutto per la suite iWork completamente rivoluzionata al di là di ogni ragionevole aspettativa. Ora completamente browser-based, opera esclusivamente su iCloud e rappresenta di fatto una risposta sufficientemente potente e semplice allo stesso tempo per soddisfare le esigenze di utenti Mac OS X e iOS. Curioso di testarla.

La nuova UI di iOS 7 è molto pulita, essenziale, intuitiva ed elegante. Solo una prova “su strada” potrà però trasferire le sensazioni più corrette, anche se i video disponibili al momento trasferiscono una sensazione wow decisamente forte. In realtà il pensiero che si è spontaneamente sviluppato nel mio cervello è stato il seguente: è stata progettata avendo in mente il prossimo iPhone, ipotizzando una dimensione dello schermo differente dall’attuale. Le novità per gli sviluppatori sono innumerevoli e la scrittura di applicazioni compatibili iOS 7 può iniziare già da oggi prevedendo un rilascio nel prossimo autunno.

Sul fronte hardware MacBook Air (già disponibile) mantiene a distanza di anni un fascino incredibile grazie a un design raffinato sempre più supportato da funzionalità avanzate e potenti. La risoluzione video massima ferma a 1440 x 900 del modello da 13″ la percepisco come un “limite” così come l’assenza delle porte Thunderbolt 2. Sebbene sia convinto che la diagonale da 13″ sia quella corretta per un portatile, gradirei maggior densità di pixel per contenere più informazioni e limitare lo scrolling, condizione che trovo particolarmente penalizzate soprattutto con gli strumenti di produttività aziendale. L’appunto sulla mancanza dell’ultimissima porta di comunicazione annunciata alcuni mesi fa da Intel forse troverà concordi altri 3 o 4 individui sull’intero pianeta. Nasce dall’esigenza  di vedere i dati (soprattutto foto e video) raggiungere velocemente destinazioni di parcheggio più sicure e definitive rispetto all’SSD interno. Un dettaglio visto che la porta Thunderbolt esistente è già di per sé ottima.

Intriganti le nuove stazioni WiFi sia per design che per funzionalità. Rendere la propria rete domestica più veloce e performante il sogno di ogni padre di famiglia alle prese con figlie molto esigenti in termini di affidabilità e di disponibilità di banda. Questa la prospettiva familiare che immagino possa essere condivisa anche in ambito Small Medium Business (SMB). Spettacolare il nuovo Mac Pro, la dimostrazione concreta di come anche un segmento abbastanza defunto come il desktop possa essere reinventato con elementi tali da renderlo interessante a un’utenza più ampia dei soli professionisti del settore video.

Sul fronte dei servizi è iTunes Radio la novità più scontata e attesa. Streaming di musica gratis grazie al supporto della pubblicità o priva di questo elemento per i sottoscrittori di iTunes Match. Nulla di rivoluzionario rispetto a soluzioni già presenti sul mercato, quanto piuttosto un’aggiunta necessaria.

Non sarà poi sfuggito a chi ha seguito la presentazione la comparsa delle mappe Apple su MAc OS X Maverick e l’aggiunta di Bing ai servizi di Siri oltre a Twitter e Wikipedia. Insomma, strade più strette per Google nell’ecosistema Apple.

Prossimo acquisto?

Canon VixiaL’impresa quasi titanica di classificare, sistemare e organizzare l’archivio fotografico e di video familiari ha registrato qualche progresso negli ultimi tempi. Trattasi comunque di iniziativa impossibile che mi espone sempre agli inconvenienti derivanti dall’avanzamento tecnologico, letti al contrario in chiave retrospettica. Molto scemo, ma salvare qualsiasi clip in formato HD sarebbe stato molto meglio e decisamente più comodo. Peccato HD non esistesse fino a poco tempo fa.

Questo esercizio mi riporta anche ad affrontare il tema tra DSLR e camcorder, cioè tra macchina fotografica digitale di qualità capace di eccezionali riprese video e videocamera specializzata nei video e con limitate capacità fotografiche. Alla DSLR non intendo rinunciare. Mi farebbe quindi molto comodo essere qualitativamente in grado di fare buone riprese video con lo stesso dispositivo per tutta una serie oggettiva di vantaggi, compreso l’ingombro, il peso e la complicazione di girare con un secondo device. Le cose non stanno così, però. Il risultato è evidente: filmo molto meno di quanto dovrei, ricorrendo spesso all’iPhone per praticità e istantaneità nelle riprese.

Da sempre un cliente Canon – esistono altre marche? – ho visto questo recente annuncio che ha riportato il tema al centro dell’attenzione personale. Rimangono tutti gli svantaggi di sdoppiare su due dispositivi la produzione di fotografie e di video almeno dal punto di vista logistico e pratico. Chiaramente per un non professionista del settore, una videocamera semplifica grandemente la vita attraverso funzionalità intrinseche specificatamente concepite per eliminare o attenuare all’origine i difetti di chi filma, per esempio, senza un cavalletto.

Devo ragionarci sopra, comunque. Nonostante la proliferazione di nuovi modelli – Canon ha annunciato altre due novità sempre nel segmento pro-sumer di fascia superiore – rimane il dubbio che gli smartphones continuino a erodere dal basso il senso commerciale di questo genere di apparecchiature compensando la minore qualità tecnica con una praticità senza confronti. Indipendentemente però da considerazioni di mercato, da capire il reale vantaggio che un simile prodotto possa fornire per determinare se abbia effettivamente senso dotarsene. Serve prova su strada da fare da B&H a New York per poi acquistare da Amazon.com in modo da contribuire allo show-rooming! Curioso di fare il test drive. Nel frattempo, idee, suggerimenti, consigli?