Domini personali: idea semplice e carina

Personal domainsI miei “assets digitali” sono ormai ben delineati e consolidati nel tempo. Questo blog – sebbene bistrattato ultimamente – un repository fotografico, un blog in inglese oltre a presenze personalizzate su diversi social media, da Facebook a LinkedIn.

Negli anni si sono sviluppati e sedimentati diversi concetti e abitudini ormai condivisi da molti a livello planetario. LinkedIn, per esempio, è di fatto sinonimo di informazioni aggiornate e puntuali sul profilo professionale di ciascuno di noi. Sempre più spesso, prima di un meeting mi documento sulle persone che andrò a incontrare per avere una prospettiva più completa. Esercizio banale e semplice che potrebbe essere reso molto più scientifico estendendolo ad altre fonti digitali, ma che noto molti altri eseguono ormai quasi in modo regolare.

Da qualche giorno GoDaddy – azienda per la quale lavoro – ha introdotto un servizio molto semplice, ma concettualmente carino e tutto sommato utile: Personal Domains. Si tratta di associare (o puntare) un dominio verso una propria presenza social in modo da poterla raggiungere facilmente. Ritornando a LinkedIn, il mio profilo è in qualche modo equivalente al mio curriculum professionale. Ho pensato quindi di acquistare il dominio smaruzzi.info e di puntarlo direttamente alla mia pagina LinkedIn. Visto che la motivazione prevalente per andare su LinkedIn consiste nel recuperare le informazioni relative a un soggetto, il dominio con estensione .info mi è sembrato il più appropriato tra le centinaia disponibili al momento. Ho acquistato il dominio e ho provveduto ad associarlo al mio profilo LinkedIn. Ora digitando smaruzzi.info l’accesso è diretto. Nulla di sbalorditivo, ma ci può stare.

Quando penso di usare questo URL? In generale in qualsiasi occasione dove devo introdurmi e presentarmi a qualcuno. Spesso mi capita scrivendo email rivolgendomi a nuovi contatti internazionali. Da questo momento in poi includerò il dominio personale (facile e veloce da digitare oltre che sufficientemente auto esplicativo) direttamente nel testo. Un secondo scenario potrebbe essere la firma digitale contenente i miei contatti, magari sempre e solo quella utilizzata verso riferimenti esterni.

 

William il Digitale: la mia versione di Shakespeare

William450 anni fa nasceva più o meno da queste parti (sto scrivendo da Londra) William Shakespeare. Non me ne intendo molto di letteratura (zero per essere precisi) e non sono mai stato un grande appassionato di questo genere di letture. Quel poco che ho letto risale ai tempi della scuola dell’obbligo e quindi non certo per scelta.

Qualche mese fa mi sono posto una semplice domanda: come si sarebbe comportato il buon Will ai nostri giorni, considerando l’incredibile quantità di strumenti disponibili per produrre contenuto e per distribuirlo istantaneamente in ogni angolo del pianeta? Come avrebbe interpretato i tempi moderni in qualità di autore e come si sarebbe mosso in un contesto digitale?

Spunto semplice e banale, ma a mio avviso sufficientemente carino per le molteplici prospettive con cui articolare questo progetto di comunicazione. Ho presentato l’idea  all’agenzia PR inglese che mi segue e la risposta è stata entusiastica. Per appassionati di contenuti, potersi confrontare su un tema simile avendo come soggetto un signore che sapeva sicuramente maneggiare la penna, una sfida stimolante. L’idea di fondo consisteva anche nel dimostrare come fosse semplice costruire una propria identità digitale utilizzando strumenti e soluzioni disponibili off-the-shelf facendo ricorso a un minimo di creatività e un pizzico di dimestichezza digitale.

Dominio. Il primo passo concreto è consistito nel definire il nome del domino per rappresentare Will nel mondo digitale, ipotizzando di essere lui. Dall’inizio di quest’anno sono state introdotte decine e decine di stringhe alternative rispetto ai tradizionali .com, .net e simili, ampliando di fatto la scelta e rendendo il namespace di Internet in prospettiva molto più attraente e divertente. Dopo un brainstorming iniziale, la scelta è ricaduta su .today visto che uno degli obiettivi dell’esercizio consisteva proprio nel posizionare William Shakespeare ai nostri giorni. È così nato, shakespeare.today, lo spazio digitale di Will per interagire con lettori, media e promuovere le proprie attività letterarie, performance teatrali e pubblicazioni.

Contenuto. L’esercizio di documentare il lavoro di Will è oggettivamente semplice vista la mole di sonetti e opere di successo scritti nella sua quasi trentennale vena creativa. Considerando la popolarità del personaggio, il contenuto che ruota attorno a Will è veramente vasto e supera i confini della letteratura. Le mugs con Will – quasi fosse una star – sono l’ultima mia scoperta in ordine di tempo. per un libero professionista o una PMI, l’esercizio non è altrettanto spontaneo e semplice, ma le regole di fondo da seguire sono assimilabili all’esercizio che abbiamo sviluppato qui in UK per Will.

Ovviamente, Will è anche su Twitter all’account @ReturnoftheBard: va seguito.

 

Appassionato di Smugmug

smugmug logoDa diverso tempo ormai sono alla ricerca di soluzioni utili per salvaguardare nel tempo la crescente quantità di immagini e di video realizzati con ogni genere di dispositivo. Da alcuni mesi sono diventato un assiduo utilizzatore di Smugmug, un servizio nato oltre una decina di anni fa e che sembra aver raggiunto un discreto livello di popolarità e di seguito tra gli appassionati di fotografia digitale proponendosi principalmente nei confronti di professionisti o aspiranti tali. Me ne ha parlato un amico giapponese appassionato di fotografia e me ne sono reso conto quando nell’ultima versione di Aperture di Apple ho trovato un connettore integrato nell’applicazione.

Per me, almeno al momento, si tratta di una convenientissima soluzione per la memorizzazione delle foto e dei video prodotti a integrazione e complemento del continuo lavoro di archiviazione su un numero sempre crescente di dispositivi fisici. Quindi in parte backup, ma anche vetrina centralizzata sulla quale far convergere l’attenzione di amici e utenti di social media.

Subscription. Prima di procedere, una necessaria precisazione: si tratta di un servizio a pagamento con diverse soluzioni e costi partendo da $40 dollari all’anno, fino ad arrivare a $300 per l’offerta più professionale. Il costo è comunque minimo se si pensa che una delle tante proposizioni di questo servizio consiste nel consentire l’archiviazione di un numero infinito di immagini. In pratica spazio senza limiti a $40/anno (max 50MB a immagine e 3GB per video con risoluzione 1080p). Partendo da questa prima considerazione, trovo che la proposta da $40 trovi una giustificazione più che valida considerando che il tutto si trasforma in $3.3/mese (€2.5/mese). Ripeto, per chi ha una qualche forma di interesse o passione per la fotografia, un investimento accettabile e utile per i vantaggi che descriverò a breve.

Architettura. Lo spazio disco è basato sull’architettura AWS di Amazon e anche il pagamento può essere completato attraverso il proprio account Amazon, al momento solo la versione USA (almeno credo). Quindi non solo spazio in quantità (attualmente gli archivi di Smugmug occupano 2 petabyte di spazio su Amazon), ma anche una discreta (ottima direi) garanzia di sicurezza della qualità della soluzione di storage offerta. Il canone base supporta l’archiviazione di praticamente tutti i formati a eccezione di RAW. per chi scatta in questo formato esiste l’offerta denominata SmugVault che richiede un contratto sperato  stipulato direttamente con Amazon e con costi direttamente legati al consumo di spazio e alla frequenza d’uso dei file. Per chi scatta come me in RAW, il tutto si risolve con una conversione automatica di un’immagine RAW da 26MB nell’equivalente JPEG da 5.3MB mantenendo le dimensioni originarie, giusto per fornire un’indicazione di massima. Personalmente, non percepisco la conversione come un problema visto che il mio intento è quello di disporre si una soluzione comoda, semplice e veloce per condividere immagini avendo archiviato l’originale RAW in modo sicuro su dispositivi fisici.

Impostazioni. La logica di funzionamento di Smugmug ruota attorno al concetto di Gallery, un contenitore di informazioni video e fotografiche strutturato a piacere. Il livello di personalizzazione è decisamente elevato e la sicurezza una delle priorità del servizio. Le Pages, invece, contengono contenuti di ogni genere, testo compreso. Come il nome suggerisce, sono a tutti gli effetti delle pagine web inservibili in un normalissimo sito. I Folders, da ultimo, sono cartelle che aiutano a strutturare lo spazio provvedendo a definire una struttura gerarchica modulare simile a quelle di un tradizionale file system (fino a un massimo di chiunque cartelle concatenate). La mia strategia attuale prevede il ricorso a Folders privati (protetti da password) per contenere materiale prodotto on the road e che deve essere successivamente archiviato una volta tornato alla base. Faccio ampio uso di Galleries – alcune protette da password – per mostrare alcune foto scattate e raggruppate per argomenti logici. Creazione, organizzazione, scelta di layout, caricamento foto, impostazioni e qualsiasi altra operazione relativa alla gestione delle immagini sono intuitive, veloci e semplici.

App per iOS. Smugmug è corredato da un’apposita applicazione per visualizzare le proprie Galleries su dispositivi iOS (esiste anche l’app per Android). Molto semplice nelle sue funzionalità, è essenzialmente un visualizzatore del contenuto presente nel sito. In pratica tutte le operazioni di caricamento, gestione e organizzazione delle immagini vanno fatte via Web, mentre l’app consente di sfogliare le diverse gallerie disponibili. Decisamente logico e più comodo.

Logica di utilizzo. Ultimamente sono arrivato alla conclusione che non abbia più senso per me generare dei Photo Stream automatici da Aperture – il contenitore generale delle mie immagini – sia per i volumi di foto scattate che per la sovrapposizione dei flussi visto che anche la macchina fotografica svolge lo stesso lavoro. Piuttosto creo Photo Stream personalizzati indirizzati verso amici (ma anche me stesso) selezionando solo alcune foto e agendo quindi in modo più selettivo che in passato. Alle gallerie di Smugmug ho quindi demandato il compito di “illustrare” i miei scatti sapendo di poter condividere facilmente un link a una singola foto o specifica galleria via Web o sfogliandone il contenuto attraverso l’app da un dispositivo iOS. Smugmug è di fatto la vetrina preferenziale per consultare quanto prodotto e per mostrarlo ad altri. Questa organizzazione del flusso delle immagini che ho sommariamente descritto si integra con quanto catturo e archivio su Amazon con CloudDrive e quanto succede tra la mia macchina fotografica e i dispositivi iOS via WiFi al momento degli scatti. Uno schema illustrativo potrebbe servire per descrivere meglio il tutto e forse anche per convincermi della validità dell’architettura che ho impostato.

Dominio personalizzato. Come vezzo finale, ho deciso di acquistare un nuovo dominio e di associarlo al mio spazio personale. Le alternative nella famiglia dei nuovi gTLDs sono molteplici – camera, photo, photos, photography – e la mia scelta è caduta su smaruzzi.photography. Si tratta di una specie di incoraggiamento a imparare a scattare foto piuttosto che l’attribuzione di una competenza specifica in materia. La mia galleria quindi è raggiungibile qui.

Altri 13 domini disponibili

smaruzzi.guruProsegue il roll-out dei nuovi domini pensati per rendere Internet un ambiente ancora più semplice e facile oltre che professionale. Da venerdì sono disponibili le seguenti stringhe in forma di pre-registrazione con termine di scadenza il 5 marzo 2014, momento dal quale i domini pre-registrati saranno effettivamente utilizzabili:

  1. COMPANY
  2. PHOTOS
  3. TIPS
  4. CAREERS
  5. ENTERPRISES
  6. SHOES
  7. CAB
  8. DOMAINS
  9. LIMO
  10. DIAMONDS
  11. RECIPES
  12. VOYAGE
  13. CONSTRUCTION

Alcuni di questi sono abbastanza settoriali (i.e. .constraction, .diamonds, .limo, …) altri sicuramente di più ampio respiro (i.e. .recipes, .voyage, .company, …). Ovviamente mi piace .photos e immagino che molte aziende e servizi specializzati nella ricerca di posti di lavoro non si faranno sfuggire .careers. Nel frattempo si avvicina la scadenza della pre-registrazione di altre stringhe introdotte a inizio 2014, compresa la popolarissima .guru.