Furto con perdono

Ogni tanto succedono anche delle cose belle su questo pianeta. Protagonista della storia è Samuel, un ragazzino di circa dieci anni, residente nello stato dell’Oregon. In una recente visita al palazzo del governo dello Stato, Samuel si è appropriato di una nocciolina e di una penna. Colpito dal senso di rimorso e guidato dai genitori, ha scritto una lettera di scuse alla governatrice dello stato, includendo una banconota da $1 in qualità di risarcimento e dimostrandosi sinceramente contrito per l’accaduto. La frase finale – I hope that you and the people of Oregon can forgive me – un semplice capolavoro.

La risposta della governatrice Kate Brown è stata all’altezza della situazione. “In nome del popolo dello Stato dell’Oregon, accetto le tue scuse e ti perdono“: spettacolare e immagino il senso di sollievo del ragazzino!!! In aggiunta al biglietto, una penna per ricordare dell’accaduto.

Tutto troppo carino!!!

 

Cara Marissa, ma tu ci capisci davvero qualcosa?

Marissa-Mayer-Feet-734832Marissa chi? Marissa Mayer, ovviamente, la celebratissima CEO di Yahoo!, l’azienda di Sunnyvale, CA,  in passato  sinonimo di Internet. In passato, appunto. E Marissa si sta impegnando a fondo per accelerare ulteriormente il declino di questa società: questa la mia opinione, ma non sono l’unico a pensarla così. Avrei una serie alquanto lunga di commenti da fare, ma in questo momento ho pochissimo tempo a disposizione. Cerco di essere quindi conciso anche se l’argomento è troppo succoso.

Mi lancio quindi in un commento super azzardato assumendomi le responsabilità del caso. Marissa ha recentemente licenziato il #2 dell’azienda, un altro ex Googler come lei (e il sottoscritto) suscitando un certo scalpore. Due i motivi principali: perché l’aveva espressamente scelto lei solo pochi mesi fa e, soprattutto, per il compenso complessivo incassato in poco più di un anno da Henrique de Castro, ex COO di Yahoo! appunto.

Veloci riflessioni e insegnamenti sull’accaduto, sempre da una prospettiva strettamente personale:

  • Fantasia. Trovo non male assumere e strombazzare a tutti i venti (o media) l’assunzione del proprio braccio destro il 15 ottobre 2012 offrendogli un ingaggio stratosferico. La notizia all’epoca venne riportata favorevolmente da tutti i media (qui un esempio). Non tutti erano convintissimi della natura stellare di Henrique tanto è vero che in molti ex colleghi si erano lasciati andare a commenti non proprio amichevoli riportando episodi vissuti in prima persona: elenco troppo lungo per essere solo la raccolta di qualche invidioso. Qui un falso account Twitter creato apposta per raccogliere alcune delle “perle” di questo manager. Comunque, contenta Marissa, contenti tutti. Le parole di Marissa erano inequivocabili e sono riportate nel Press Release del giorno. Qui un estratto che fa ritenere un certo livello di soddisfazione e di scelta super ponderata:

“Henrique is an incredibly accomplished and rigorous business leader, and I’m personally excited to have him join Yahoo!’s strong leadership team,” said Marissa Mayer, CEO ofYahoo!. “His operational experience in Internet advertising and his proven success in structuring and scaling global organizations make him the perfect fit for Yahoo! as we propel the business to its next phase of growth.”

  • Fantasia al quadrato. Se hai intenzione di pagare $58M in quattro anni i servizi del tuo nuovo COO è perché sei più che convinta del livello di contribuzione che potrà fornire e, almeno a mio avviso, leghi il futuro dell’azienda in gran parte al suo operato. È una scommessa talmente forte da non poter essere diversamente. Allo stesso tempo, si tratta di un gesto che presuppone affiatamento, comunione di idee e intenti e, soprattutto costruzione di un team. In qualità di CEO, stai dando un segnale ai dipendenti e all’azienda che quella è la direzione da intraprendere e la tua credibilità è inevitabilmente legata a quella decisione.
  • Fantasia al cubo. Lo posizioni come una star. Non potresti fare diversamente visto che la decisione presa è come minimo azzardata, se non folle. Ma se devi prendere in giro tutti, meglio farlo alla grande. Twitter lo strumento utilizzato per informare l’intero universo della  mega decisione presa.

Marissa tweet

  • Fantasia alla quarta. Lo cacci il 15 gennaio 2014 dopo 14 mesi, poco più del tempo di gestazione di un elefantino. Poco, pochino per un manager. Infinitamente poco per chi soltanto 425 giorni era stato posizionato come l’elemento operativo centrale sul quale costruire il rinnovamento in atto in Yahoo! sotto la illuminata guida di un CEO alle prime armi. Marissa, appunto.
  • Fantasia alla quinta. Marissa si libera di questo “peso ingombrante” in modo sbrigativo, quasi come fosse un dettaglio, un evento marginale. Non può essere così per almeno due buoni motivi: l’hai scelto personalmente tu e l’hai pagato una cifra fuori da ogni logica. Non un errorino da poco. E non mi riferisco ai soldi o alla figura da dilettante (ma Marissa, diciamocelo, questa è la tua categoria) quanto all’implicita ammissione di aver perso 14 mesi o di non aver fatto quei passi in avanti che ti avrebbero fatto comodo per presentarti al mercato con numeri più interessanti. Queste le tue parole che partono con un attacco molto profondo:

“During my own reflection, I made the difficult decision that our COO, Henrique de Castro, should leave the company. I appreciate Henrique’s contributions and wish him the best in his future endeavors.”

Il vero motivo della sceneggiata. Perché Marissa ha deciso di liberarsi del suo discepolo in modo così netto e deciso? Questa la mia teoria. L’illuminatissima manager al 31 dicembre 2013 ha preso atto che i risultati del trimestre appena concluso (e a oggi non ancora comunicati al mercato) sono a dir poco negativi se non addirittura disastrosi. Le riflessioni di cui sopra sono avvenute durante il periodo di vacanze natalizie. È noto che la priorità #1 di Marissa consista da sempre nel curare la propria immagine pubblica, nel trasferire all’esterno un’immagine di vincente e di visionaria (poi vi racconterò cosa ha fatto in questi anni). per questo ha pensato bene che servisse un diversivo per i media e un’ottima scusa (o colpevole) al quale addossare le responsabilità di numeri insoddisfacenti. Ribadisco, mia teoria che domani, 28 gennaio, potrà vedere una conferma scritta o delle scuse da parte mia.

Intanto il buon Henrique ha lasciato l’azienda con una cifra di diverse decine di milioni di dollari che qualcuno gli ha più o meno regalato per propria dabbenaggine. Sbaglio?

Altro che AVB: Ted Lasso è un vero manager!

AVBAVB sta per André Villas-Boas allenatore di calcio di origine portoghese impegnato negli ultimi anni nella English Premier League (EPL) prima con Chelsea FC e più recentemente con gli Spurs di Londra. In entrambi i casi, esito condiviso: benservito a metà stagione. Oltre quindi a dover gestire una situazione imbarazzante per non essere stato capace di gestire squadre ricche di talenti – Lampard nel Chelsea era stato pesantemente messo in discussione da AVB ritenendolo finito, LaMela acquistato per £30M dalla Roma quasi mai utilizzato giusto per citare due dei innumerevoli esempi – c’è dell’altro. Gli allenatori che l’hanno sostituito in corsa hanno ottenuto risultati eccezionali.

Di Matteo ha vinto la Champions League a fine stagione sorprendendo tutti e tutto: risultato pazzesco per come è arrivato – fatti fuori Real Madrid e Bayern Monaco in casa – e le premesse disastrose di inizio stagione. Un capolavoro che non deve essere passato inosservato al buon AVB. Lezione imparata? Purtroppo sembrerebbe di no. Nell’estate 2013 ha gestito una campagna acquisti da £100M grazie alla cessione di Gareth Bale al Real Madrid buttandone via una buona parte come indirettamente indicato in precedenza. Non basta: ha deciso di escludere Adebayor relegandolo spesso in tribuna. Altre perle della stagione? Il 24 novembre ha portato a casa un rotondo 6-0 giocando all’Ethiad Stadium di Manchester per poi completare la sua esperienza sulla panchina degli Spurs con uno 0-5 casalingo contro il Liverpool. Ancora più drammatica la situazione del gioco. Fino all’esonero la squadra non era capace di segnare nonostante l’incredibile mole di azioni in attacco, la migliore di tutta la EPL per questa statistica. 16 le realizzazioni sotto la sua direzione in altrettante partite. Lo scenario cambia dopo la sua dipartita: 14 goals in sei partite con 16 punti conquistati su 18 disponibili.

Il miglior allenatore di football al mondo del momento? Senza alcun dubbio Ted Lasso. Non sapete chi sia Ted Lasso? Mi dispiace per voi, ma potete rimediare grazie a questo video: un grande, il migliore!!! Un spettacolo ogni volta che lo rivedo: geniale.

12 words worth $18B

david_ebersmanWe are not sure how David slept last night. Maybe he had a good night sleep. Or maybe scary nightmares one day before Halloween when being scared to death is almost what you would expect.

David apparently said something he shouldn’t have said. Few words, but sufficient to have a catastrophic impact on Facebook market cap. Because this David is the CFO of Facebook: David Ebersman. During the earnings call yesterday evening David had a chance to report fantastic results primarily on mobile. Those numbers forced the FB stock to skyrocket to an all-time high of $57, adding $18B to the company evaluation. Them out of the blue, David added: “We did see a decrease in daily users specifically among younger teens”. 58 letters resulting into a horrific sequence that reached the ears of analysts attending the calls. The after-market jump of $7+ has evaporated instantaneously, leaving the stock unmodified at $49.

What will happen today when trading resumes? I’m personally confident the stock will move North, and I’m sure David shares the same view. During last night, many have been deeply disappointed: several Porsche, ferrari and Bentley dealers, realtors, marina clubs, …. You understand what I mean, dear David the evaporator, right?

 

Lettera a Timoteo Cook

Tim CookCaro Timoteo,

se non ti dispiace da questo momento in poi passerei a un più conciso Tim, sebbene questa combinazione di lettere da noi porti a pensare a qualcosa di diverso. Comunque Tim, non ci siamo. Proprio non ci siamo. Scusa se sono diretto e mi permetto di esprimere un giudizio un po’ duro, ma la sensazione è che ci siano diversi accorgimenti da apportare e in tempi brevi. Quanto accaduto ieri deve rappresentare – sempre a mio modestissimo avviso – l’ultima tappa di un percorso che si è esaurito negli anni e che necessita di essere rivitalizzato. Pesantemente rivisitato.

Non mi addentro sulle valutazioni qualitative dei nuovi iPhone 5c e 5s. Fiumi di parole sono stati spesi nelle settimane precedenti e oggi probabilmente questi due prodotti e il brand Apple godranno di un trattamento speciale da parte di tutti i media mondiali con un coverage e share of voice elevatissimo. Se ci fosse ancora, anche mia madre mi chiamerebbe al telefono e mi chiederebbe se avessi visto i nuovi prodotti Apple. L’ha fatto in passato, lo farebbe anche oggi. Quindi un successo ottenuto con un costo per contatto irrisorio. Ma proprio per questo motivo, sprecare occasioni simili è simile a commettere un crimine. Sbagliare è sempre possibile, ma farlo quasi in modo programmato e pianificato – questa l’impressione – lascia alquanto delusi. Parlo della strategia di comunicazione a tutto tondo seguita dalla tua azienda in queste settimane e culminata ieri in un evento veramente moscio dal primo all’ultimo minuto, orchestrato in modo quasi amatoriale. Aggiungo anche che qualsiasi confronto con il compianto Stefano Lavori esula dalla mia personale disamina di quanto visto ieri. Ognuno ha il suo stile, ogni epoca e momento merita una strategia di comunicazione adatta a cogliere il meglio e il massimo. Giusto per essere chiaro, non è assolutamente garantito che una presentazione nello stile di Steve Jobs fatta da Steve Jobs oggi stesso risulterebbe in un successo garantito.

Ecco i miei capi d’accusa:

  • Mood comunità finanziaria. Dopo dodici mesi turbolenti che hanno portato il titolo a scendere da $703 nel settembre 2012 a $500 in questi giorni (passando anche da $397), tutti gli analisti sono iper gasati su Apple e vedono nell’annuncio del 10 settembre 2013 un momento chiave per una nuova crescita dell’azienda e del titolo. Le stime sono riviste al rialzo, alcuni si lanciano quasi in appelli del tipo “… comprate il titolo adesso perché dal 10 settembre andrà alle stelle…”, il finanziere Carl Ichan scrive tweet come un ragazzino dicendo a tutto il mondo che ti sta parlando, che vi siete incontrati, che il futuro è solo roseo. Il titolo AAPL sale, sale e ancora sale nelle ultime settimane. Il momento è stra positivo e si tratta solo di dare agli analisti quello che si aspettano: chiunque ci arriverebbe, anche un pivello come il sottoscritto;
  • Prodotti. Da ieri alle 11:00am PDT sappiamo che tutti i leaks delle settimane precedenti sono per la prima volta veri. Doppia delusione. In primo luogo perché privano dell’elemento sorpresa e poi perché la sorpresa è oggettivamente modesta di suo. Sono certo che la versione gold o champagne che sia risulterà molto appetibile presso determinate fasce di consumatori (evito di commentare). Stessa considerazione per i colori del 5c. Bene avere un processore a 64bit e un’unità dedicata alla grafica. Tutto bello, ma – diciamocelo – nulla di rivoluzionario;
  • Strategia commerciale. Hai ucciso iPhone 5 e lasciato in commercio iPhone 4s? Cosa significhi questa cosa ancora non lo capisco. Il modello 5 da ieri non è più disponibile online e nei negozi il numero di esemplari è limitato e scontato di $100. A mio avviso un affare e da comprare al volo. Le specifiche del 5c mi sembrano identiche al 5 (essendo scomparso dal sito devo fare qualche ricerca per un confronto dettagliato e tra poco mi imbarco per SFO) e spero che alle spalle della decisione di “andare di accetta” su iPhone 5 ci siano migliori economie di produzione della nuova versione, con margini superiori. Considerando poi che qui negli USA 5c con 16GB parte da $99 con contratto, perché acquistare il 4s sebbene i $99 diventino $0? La risposta che mi sono dato è la seguente: hai tolto di mezzo iPhone 5 perché 5c è più o meno la stessa cosa. E se la mia micro-analisi è corretta significa anche che ieri non hai annunciato due prodotti, ma uno e mezzo al massimo;
  • Strategia di comunicazione. Dovete smetterla di parlare solo a voi stessi. Il processo di Jon Ive-izzazione della strategia di comunicazione sembra quasi assumere contorni ridicoli. Riguardano le contribuzione di Jon Ive appunto e Craig Federighi mi sembra di vedere quasi delle imitazioni. Tono sincopato, continue espressioni facciali quasi a voler ingigantire e mostrare genuino stupore per la bellezza siderale dei prodotti in commercio. E ancora peggio di chi comunica, il contenuto. Parlo sempre a titolo personale, ma che la plastica del 5c sia fatta in policarbonato ecologico, trattato, modificato, molecolarmente resistente anche ad attacchi alieni è quasi commovente, ma totalmente irrilevante e privo di qualsiasi valore commerciale. Giusto per essere chiaro, personalmente non-me-ne-potrebbe-fregare-de-meno! Vi state avvitando attorno al concetto di design quasi solo per il gusto di farlo e, se non sbaglio, 5s è spiaccicato a 5, mentre 5c sembra un po’ un pulcinella con la cover bucherellata da molti derisa per forma, colori e paragonata alle elegantissime Crocs! Non ci siamo. Siate spontanei, naturali, parlate dei prodotti e dei benefici per i consumatori in modo semplice e convincente. Sapere della sofisticazione presente nel riconoscimento delle impronte interessa forse a un esperto di sicurezza, ma non è un argomento da pubblico di massa. Il dubbio è che non ci fosse molto altro da dire e che quindi vi siate focalizzati sulle poche novità cercando di posizionarle come rivoluzionarie e un gigantesco passo in avanti per il genere umano. Eccessivo e fuori luogo;
  • Lampada solare. Diversi commentatori ti hanno suggerito di prendere un po’ di colorito in viso, forse un modo affettuoso di consigliarti di essere un po’ più sciolto, spontaneo e convincente sul palco. Ognuno ha il suo stile e non è facile acquisire dimestichezza e scioltezza davanti al pubblico e a una telecamera. Un po’ più di vitalità di certo non guasterebbe perché se ci credi tu e risulti spontaneo, più facile condividere le stesse valutazioni ed entusiasmo.

Eri nella posizione per poter guidare il consenso nato e cresciuto spontaneamente nelle scorse settimane e di canalizzarlo verso qualsiasi destinazione fosse utile all’azienda. Non ci sei riuscito. I mercati e le reazioni dei media suggeriscono che ieri tu e il tuo team abbiate fatto di tutto per mancare l’obiettivo. Questa la mia reazione a caldo. Tra poco, in volo, mi rivedo il keynote e poi ti dico. La sensazione maturata in questi anni è che sia possibile vendere aria fritta e che, se fatto bene, anche un esercizio difficile come questo possa risultare gradevole e apprezzato dai destinatari. È una semplice regola base della comunicazione che suggerirei di riconsiderare per il prossimo futuro. Nel vostro caso non si tratta assolutamente di vaporware, anzi. A maggior ragione, quindi, peccato non valorizzare prodotti di grande spessore e qualità. Tutti ieri si aspettavano che annunciaste prodotti e servizi per stupire: la delusione per come è avvenuta la comunicazione è ben riflessa negli oltre $40 persi dal titolo tra ieri e oggi (il mercato è aperto per altre 5 ore al momento della stesura di questo post), quasi il 10% della capitalizzazione di borsa in fumo. Logico solo a fronte di un disastro, non del lancio di nuovi prodotti. Ma se le cose stanno andando così, forse qualche domanda ve la dovreste porre. Mi dispiace, ma mi conforta perché forse non sono il solo a vedere le cose in questo modo. E ieri sera nello store di Scottsdale, AZ, mi sembrava di cogliere solo delusione e orecchie basse, molto simili a quelle di Toby, il mio cocker spaniel. Servono solo piccoli accorgimenti.

Buon lavoro. Con affetto, Stefano

PS Non ho alcuna intenzione di abbandonare i prodotti Apple e il mio nuovo MacBook pro retina display da 15″ è una favola.

Tutti a provare questo weekend

Apple-Sept-10-inviteIntenso weekend di prove per molti. A Monza in occasione del Gran Premio d’Italia di Formula 1 sono andati di scena gli insulti personali e rivolti a colleghi. Protagonisti rispettivamente il pilota inglese del team Mercedes Hamilton che ha commentato la sua prestazione con un’espressione molto chiara: “Ho guidato come un idiota!”. Di Alonso sappiamo adesso cosa pensi del team di tecnici e strateghi di gara che lo seguono: scemi. Opinione ampiamente condivisa da molti e da diversi anni dopo le ripetute decisioni scellerate prese dal muretto in diverse occasioni.

Anch’io provo. Sono nel mio ufficio in Arizona a rivedere un presentazione per i prossimi giorni. Al di là del vetro che mi separa dal parco circostante, un road runner, elemento che in qualche modo mi avvicina al mondo della velocità. Inoltre, molto vicino c’è  il museo Penske, mitica scuderia corse americana con successi conseguiti in tutte le categorie e classi. Dopo faccio un salto a vedere e fotografare.

Weekend intenso anche a Cupertino. Tim Cook, CEO di Apple, e i suoi collaboratori stanno limando gli ultimi dettagli della presentazione del prossimo 10 settembre. L’evento dovrebbe essere trasmesso in streaming per permettere a chiunque interessato ad assistere in anteprima alla presentazione di una nuova serie di prodotti hardware e software. Oltre ad analizzare le nuove proposte della casa di Cupertino, sarà interessante anche valutare l’audience generato, a mio avviso sufficientemente ampio da rivaleggiare con show veri e propri ospitati sul altri media. D’altronde l’attesa è forte e le aspettative degli appassionati di tecnologia ancora maggiori.

Cosa presenteranno? Sul fronte software dovrebbero arrivare conferme alle anticipazioni fatte in occasione della WWDC estiva: iOS 7, il nuovo sistema Mac OS X Maverick, le mappe per quest’ultimo, le versioni online della suite di produttività iWork, probabilmente un nuovo Aperture e ulteriori raffinamenti ad iCloud.

Lato hardware le speculazioni abbondano. La certezza è il super potente Mac Pro, un’astronave per forma e potenza. I MacBook Pro di ultima generazione risalgono allo scorso autunno, un arco temporale sufficientemente ampio per ipotizzare un refresh della linea con processori piuù perforanti e porte Thunderbolt 2.

Ma l’attenzione ruota ovviamente attorno al nuovo iPhone ipotizzato in una versione avanzata (iPhone 5s) e in una forma più mass market (iPhone 5c) con un prezzo al consumatore intorno a $400 nella versione senza contratto negli USA (qualcosa come €400 in Europa quindi). I colori dell’invito oltre alla tagline sembrerebbero confermare le indiscrezioni che indicano in un’ampia scelta di colori una delle caratteristiche distintive del modello entry level. Per la versione di punta sono circolate in rete immagini di un modello color oro. Si parla anche di un’ottica più professionale, processori più potenti, capacità fino a 128GB, mentre per le dimensioni dello schermo si è letto di tutto. Molto probabile resterà l’attuale 4.5″.

Inoltre, per molti addetti al settore è praticamente scontata anche una nuova versione di iPad con form factor più compatto, processore più potente e componenti ottiche migliorate. Uno schermo retina display per iPad mini un’altra delle ipotesi avanzate.

Per gli analisti, però, la notizia più attesa è l’accordo con China Mobile per la distribuzione ufficiale in Cina di iPhone. Aprirsi al grande mercato cinese significa potenzialmente aggiungere milioni e milioni di consumatori con tutti i benefici del caso. In primis l’azione AAPL che a settembre 2012 superava i $700 e adesso è risalita a $500 dopo aver visto anche un 3 come cifra iniziale il 26 giugno 2013.

Sempre sospesi nel limbo l’ipotetica iTV e il fantasticato orologio iWatch. La sensazione è che dovremo aspettare il 2014 per questo genere di prodotti.

Non manca molto all’appuntamento martedì 10 settembre alle 10:00am PDT. Nel frattempo ognuno ha qualcosa da fare: Alonso compiere un miracolo a Monza, io inseguire beef-beep e Tim & Soci dare un ulteriore segnale che l’innovazione tecnologica di Apple prosegue nella sua avanzata. A ognuno il suo.

Altro esempio di leadership da non imitare

Mike RiceLa notizia del giorno negli USA è il licenziamento dell’allenatore della squadra maschile di basket alla Rutgers University. Mike Rice si è distinto per uno stile di guida del team non particolarmente in linea con i principi fondamentali di una buona leadership. Un video l’ha incastrato e ha portato al suo licenziamento, sebbene gli episodi documentati risalissero a diversi mesi fa. La prima decisione da parte dell’università è stata infatti di sospenderlo per tre partite e di multare il coach, procedendo al licenziamento solo dopo che il video è diventato di pubblico dominio. Oltre agli abusi fisici riportati nel clip (preceduto da un breve commercial), pare che l’allenatore facesse ampio ricorso a epiteti, insulti e offese verbali di ogni genere. Sorprendere si sia potuto sviluppare un simile modo di gestire le relazioni con ragazzi ancora relativamente giovani (18-22 anni), in uno sport molto popolare negli USA e dove l’attenzione dei media non è marginale. Come sempre in questi casi, un classico il video delle scuse.

http://espn.go.com/video/clip?id=espn:9130237

Leadership a confronto: mini photo-reportage

Dicono che un’immagine valga 1.000 parole. A confronto alcuni personaggi di varie estrazioni e origini. Culture molto distanti, diametralmente opposte: per creare valore, migliorare il mondo, gestire la propria immagine, vivere ed esternare il successo, trasferire la propria personalità e coerenza nel modo di agire. I primi due seduti seduti.

Tutto sommato non si colgono troppe differenze!

Sergey Brin

Sergey Brin, co-fondatore di Google colto nella metropolitana di New York.

ABI: SI APRE SUCCESSIONE MUSSARI, CONTATTI A TUTTO CAMPO

Giuseppe Mussari, ex presidente Monte dei Paschi di Siena.

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Warren Buffet, 82 anni, stipendio di $100,000 e patrimonio di $46 miliardi di dollari.