I prossimi annunci di Apple

Il 5 giugno 2017 inizia WWDC, l’evento Apple dedicato principalmente agli sviluppatori e quindi all’annuncio di nuovi versioni e prodotti software. Le aspettative vanno da iOS 11, watchOS 4 e una nuova avversione di macOS. Poche le certezze a poco più di 24 dalla presentazione salvo una condivisa attesa per significativi miglioramenti di Siri.

Sul fronte hardware le ipotesi dei più accreditati esperti del settore ruotano attorno a nuove versioni di MacBook Air, MacBook e anche MacBook Pro. I rumors maggiormente credibili parlano di aumento della quantità massima di RAM per ogni versione e un upgrade ai microprocessori più recenti con auspicabili incrementi nelle prestazioni. Probabili anche nuovi iPad Pro dopo che le ultime “innovazioni” quali penna e tastiera non sono state in grado di migliorare in modo significativo l’utilità e la produttiva di questi dispositivi.

Personalmente gradirei molto l’introduzione di un iMac Pro equipaggiato con componentistica “state-of-the-art” per quanto riguarda scheda video, porte di comunicazione, unità di memorizzazione e processori. Forse in Q4. Pare invece che il Mac Pro sia ormai da considerarsi decisamente obsoleto e superato dopo quanto dichiarato qualche mese fa da Tim Cook sulle difficoltà progettuali di upgrade dell’unità a forma di cilindro. Peccato.

Inutile aggiungere che tutti si aspettano faville dal nuovo iPhone a dieci anni esatti dall’introduzione del primo modello. Indiscrezioni più o meno credibili riferiscono di dimensioni leggermente superiori alle attuali, schermo esteso con Home button incorporato nello schermo. Le specifiche di iOS 11 in qualche modo aiuteranno a comprendere meglio cosa aspettarsi sapendo che la tradizione prevede la vendita della nuova versione nella seconda metà di settembre.

Quattro mesi con il nuovo MacBook Pro

Le mie giornate trascorrono in compagnia di un MacBook Pro 15″ di ultima generazione. Rispetto alla versione precedente, un discreto passo in avanti e qualche perplessità legata a innovazioni tecnologiche non necessariamente in grado di stupire e lasciar e rappresentare discontinuità rispetto al passato. Inizio da quello che mi piace di meno.

Tastiera. In teoria non male, ma con un incredibile problema di fondo: il rumore! Una delicata pressione sui tasti produce un rumore inversamente proporzionale alla sensazione che si prova sotto i polpastrelli. Il rumore è tale che spesso mi sono trovato nella condizione di dovermi scusare con le persone in meeting nella stessa stanza. Sensazione condivisa con altri possessori degli MBP di ultima generazione.

TouchBar. Non male, ma essenzialmente inutile. Esteticamente molto elegante, ma non è questo il punto. Nonostante il buon numero di applicazioni che la supportano, faccio fatica a estrarre maggiore produttività e vantaggi concreti. Il problema principale è di tipo ergonomico. Lo sguardo deve spostarsi dallo schermo alla TouchBar la cui natura dinamica per definizione rende quasi impossibile memorizzare aree alle quali fare riferimento per veloci selezioni.

Prestazioni. Nulla di straordinario e ricorrendo ai benchmarks di GeekBench, i modelli del 2015 risultano più performanti sia nella versione single che multi-core. Non un vantaggio rispetto ai modelli precedenti.

TrackPad. Francamente mi trovo in difficoltà proprio le dimensioni estese, un aspetto presentato come un’innovazione mirata a incrementare la produttività. Messaggio non pervenuto sia per quanto riguarda la sensibilità e il click. Nella migliore delle condizioni, giudizio neutro.

Le note positive non sono molte, ma sufficienti per esprimere un giudizio di 4 stelle su 5 nel complesso.

Peso e dimensioni. Limare le dimensioni e soprattutto il peso ha dei vantaggi evidenti e oggettivi soprattuto considerando che non è mai l’unico dispositivo presente nel mio zainetto. In generale, poi, il footprint più compatto fornisce una piacevole sensazione al tatto oltre che alla vista. Ovviamente esistono laptop più leggeri – la versione da 13″ è quasi certamente il miglior prodotto dell’intera serie – ma ancora meno performanti, parametro per me vitale.

USB Type C. Per moltissimi esperti e utenti un vero “pain point“, a mio avviso l’aspetto tecnologico più interessante in assoluto una volta in possesso dei cavi indispensabili per gestire l’inevitabile periodo di transizione caratterizzato da periferiche e accessori equipaggiati esclusivamente da un USB di tipo tradizionale (per esempio il cavo originale per ricaricare l’Apple Watch!). Due i benefici di questa porta universale: la comodità in termini assoluti e le prestazioni. La porta Type-C è piccola, compatta e reversibile:, una vera gioia. Ancora più impattante, però, le prestazioni: dischi esterni SSD, per esempio, raggiungono velocità di lettura e scrittura di 400+MBps, am anche il doppio come nel caso del drive SanDisk Extreme 900.

Secondo indiscrezioni media non confermate, a inizio giugno 2017 Apple dovrebbe annunciare nuovi modelli portatili per sostituire il super compatto, leggero ma non troppo potente MacBook, l’iconico MacBook Air e anche i MacBook Pro. Dita incrociate per maggiore innovazione, prestazioni e, auspicabilmente, prezzi meno scandalosi.

 

Un MacBook … svizzero

MacBookImpressionato dalla bellezza del nuovo MacBook. Forma, colori, risoluzione, sensazione tattile e ingenierizzazione interna sono assolutamente caratteristiche sbalorditive. Mi piace l’idea di un’elevata risoluzione in un form factor compatto trasferendo l’impressione di maneggevolezza, facilità di impiego e massima portabilità. La nuova tastiera sembra offrire un sicuro vantaggio competitivo, mentre il trackpad va provato. Di sicuro non perde nulla in termini di usabilità, quasi certamente un passo in avanti nel momento in cui la nuova gestualità vedrà implementazioni concrete e diffuse.

Non credo opterei mai per la versione oro, ma aver replicato la colorazione di iPhone una mossa semplice, ma significativa per diversi aspetti. Oltre a introdurre varietà, avvicina il MacBook a iPhone, attribuendogli un’ulteriore connotazione consumer. Accoppiati i due si completano a vicenda, a questo punto anche esteticamente.

MacBook è comunque un laptop un po’ particolare. Eredita gran parte del posizionamento della versione Air anche se Apple si è guardata bene di citare il modello storicamente sottile della propria collezione. Anzi, tutti i riferimenti sono stati nei confronti di MacBook Pro. Pur essendo un concentrato di tecnologia, non è un laptop di punta. I limiti nella RAM (8GB), la risoluzione video non 5K (giustamente) e l’assenza di una porta Thunderbolt 2, fanno di questo computer la soluzione ideale per tutti coloro che non sono degli specialisti, cioè la maggior parte del pubblico. Grossi fogli di Excel, fotografie, video e qualsiasi genere di impiego che comporti frequenti e massicci backup di dati anche solo a scopo precauzionale, potrebbe trovare nella porta di comunicazione un certo limite. L’uscita USB-C, seppure eclettica ed espandibile mediante connettore esterno, suggerisce condizioni di lavoro a elevata connettività in entrambe le direzioni, scenario non sempre presente ovunque. Un mio amico di Friburgo in Svizzera ha 250Mbps con fibra ottica e per lui non vedo problemi nell’interpretare l’uso del nuovo MacBook come suggerito nella presentazione di ieri. Condivisione di documenti, distribuzione di video, creazione di backup e di copie di sicurezza su soluzioni cloud sono facilitate e incoraggiate da una connettività così performante. Senza questo contributo esterno, il nuovo gioiello Apple perde alcuni vantaggi pur restando indubbiamente il miglior Mac portatile di tutti i tempi. Proprio bello.

Extra room for my Mac

JetDrive16GB of RAM but only 256GB of SSD flash storage. Not a very balanced ratio, but couldn’t get a 512GB disk when needed a new Macbook. It turned out recently that I passed 1M files on my disk! Did some cleaning with limited improvement. Only after some radical decisions I was able to raise the amount of free disk space from 4GB to 40GB, a sufficiently safe percentage out of the total capacity.

Then I decided to test JetDrive, an SD like card promising SSD comparable performance, adding another 128GB of space to my Macbook. This tiny card fits into the SD slot and – as expected – is seen by the Mac OS Finder as a separate storage unit of decent capacity, a 50% boost to my overall internal storage space.

Disk spaceStrategizing on optimizations. I came to the conclusion that the best solution would have been to store on this card files I need to have with me, but not necessarily vital and indispensable. That was my generic definition of what I intended to park there. What would match that definition? Music – my Apple iTunes library – was my best answer. Currently 30GB, of personal data I could move from the SSD internal drive to a slightly less performing unit without any real impact. In addition and despite subscripting to iTunes Match, the extra room provided by the card allows me to download other thousands of purchased songs without risking to ever face a space crisis as happened before.

No one-size-fits-all. So far pleased with the benefits generated by a relatively affordable investment in extra hardware. There’s though a stringent intrinsic limitation in this product: hardware specificity. Before buying this card you need to know precisely what generation of Macbook you own because this unit has some hardware specific dependencies (scroll down in the link provided above to get to the official table containing specs). This means  my card is not “portable” to any other previous or future Macs, quite annoying considering I regularly update to a new computer on average every 18-24 months.