IMG_0032Dopo oltre vent’anni di fedele militanza nel campo di Windows, quasi per caso sono progressivamente scivolato verso i prodotti, le tecnologie e le soluzioni Apple. Devo ammettere che Windows Vista ha molto contribuito a forzarmi verso una piattaforma che in passato avevo sempre apertamente osteggiato. Ora sono un consumatore felice al punto da aver trasformato tutta l’infrastruttura IT di casa in una soluzione mono marca Apple. Nulla di particolarmente rilevante e sbalorditivo, anche se devo ammettere un certo stupore personale nell’essermi trovato così bene nell’utilizzare prodotti software, servizi e tecnologie che non conoscevo affatto. La curva di apprendimento è stata minima, grazie anche alla intuitività delle diverse soluzioni in questione e all’abbondante supporto soprattutto in forma di video tutorials.

Forse con un pizzico di arroganza credo di essere abbastanza credibile in questa scelta non solo perché sempre più persone di stanno orientando nella stessa direzione, ma anche per la lunga militanza e la buona conoscenza di quanto sfornato da Microsoft negli ultimi decenni. Ma non si tratta di una contrapposizione ideologica: non ho più l’età e nemmeno la voglia per uno schieramento di campo becero e poco produttivo. La semplice realtà dei fatti è che nello scenario di computing attuale e prospettico sono convinto che come consumatore ho maggiori vantaggi dall’operare all’interno del mio ecosistema composto da iPhone, Mac, MobileMe, iTunes e accessori vari ritagliato ad hoc attorno alle mie esigene. Tutto qui e non si tratta di una decisione immodificabile, anche se al momento non vedo alcun buon motivo per riconsiderare la nuova “filosofia” appena abbracciata.

Sono un consumatore soddisfatto. Molto soddisfatto direi. Ed essere riuscito a costruire un’infrastruttura di comunicazione, social media ed entertainment che soddisfa appieno le esigenze della mia famiglia coniugando il tutto anche con una certa dose di eleganza, look e “coolness” aggiunge un elemento di piacere e di soddisfazione condiviso tra tutti i membri di casa.

Visto dalla prospettiva aziendale credo di potermi qualificare come il cliente ideale o quantomeno quello a cui Apple punta: un premium customer alla ricerca di qualità e soluzioni e abbastanza incurante del prezzo. Ma l’esperienza di questi primi mesi mi fa ritenere che l’eventuale costo extra sostenuto per l’hardware – l’imputato principale da parte della concorrenza è il MacBook Pro – è in realtà ampiamente compensato dalle prestazione dell’accoppiata sistema operativo – hardware oltre che dal software a corredo. Trovo iPhoto un’applicazione molto semplice, ma capace di rispondere alle mie esigenze in modo superiore alle aspettative. Sufficientemente evoluto ma semplice allo stesso tempo per consentire qualche intervento di foto ritocco, raggruppare le foto sulla base di chi ci compare e molti altri metadata compresa la posizione geografica, una funzionalità che conquista tutti al primo istante. Vedere gli spilli che popolano il pianeta trasferisce una piacevole sensazione, ancora più gratificante se le foto sono state scattate con un iPhone 3Gs perché in questo caso le coordinate sono incluse in modo automatico (lo svantaggio è la risoluzione inferiore rispetto a un buona SLR che però al momento mancano delle funzionalità GPS). E riuscire a salvare un documento in formato PDF direttamente dall’applicazione è di una comodità mostruosa, sebbene possa rappresentare di per sé una mera banalità.

Potrei andare avanti per ore e – a volte – mi stupisco io stesso per la passione e l’entusiasmo che queste mie nuove “scoperte” tecnologiche mi trasferiscono quasi fossi un bambino alle prese con i regali di Natale.

E da buon “convertito” sono automaticamente e involontariamente anche un evangelizzatore: nel mese di agosto Apple ha venduto tre nuovi MacBook Pro ad altrettanti consumatori – una in Nigeria, uno in Canada e uno in Turchia – grazie all’azione di promozione fatta indirettamente usando il Mac durante la mia permanenza a Stanford University. Sono certo di non aver alcun merito – le mie competenze sales sono abbastanza modeste – ma devo ammettere un pizzico di soddisfazione nell’aver trasferito l’impressione di essere un profondo conoscitore dei prodotti e del software Apple in un solo mese dall’acquisto. Merito della passione.

6 Commenti. Nuovo commento

  • Che dire…wow! 🙂
    Unico appunto: le SRL *hanno* (anche se opzionale in molti casi) la possibilità di salvare le informazioni delle coordinate di dove è avvenuto lo scatto tramite un module GPS. Ci sono diverse soluzioni native in merito… Per il resto credo che sia giusto per ognuno trovare la soluzione che meglio si adatta alle proprie esigenze e necessità: concordo anche sul fatto che non se ne può più di queste contrapposizioni ideologiche legate alla tecnologia…
    La passione è il vero “driver” (termine che ogni volta mi fa tornare in mente una ormai antica traduzione italiana di “device driver” – pilota caricabile) :-))
    Welcome back

    Rispondi
  • Stefano Maruzzi
    Settembre 8, 2009 11:04 pm

    Che io sappia, Canon ha una soluzione, ma richiede un transmitter wireless. Io spero di avere il tutto integrato nel body della macchina per semplicità e praticità.

    Rispondi
  • Nikon ha una soluzione che si aggancia al corpo macchina anche se, vista l’esperienza fatta sui cellulare sia per dimensioni che prezzi, non dovrebbe mancare molto all’integrazione piena.

    Rispondi
  • Settimana scorsa é entrato in casa mia un MacBook Pro. No, non mi sono ancora convertito, si trattava di un regalo per chi sopporta da anni me e tutta la ferraglia PC. Dopo l’iPod, un altra breccia nel mio mondo ma non sono ancora sulla via della conversione. Ciccio Topone, Claudio, adesso tocca a voi confessare!

    Rispondi
  • /outing mode on/
    Io mi sono “convertito” sul fronte musicale anni fa acquistando un Ipod 60GB di cui sono ancora soddisfatto. Non mi sono invece mai trovato bene con iTunes che ho provveduto, dopo poco e per le sole funzionalità base, a sostituire con soluzioni alternative (Sharepod). Devo dire che all’inizio scelsi un Creative DAP jukebox che è stato di fatto il primo player Mp3 basato su hard disk… purtroppo soffriva di alcune carenze di design sebbene sia da considerarsi di fatto il precursore dell’Ipod stesso e di tutti i lettori Mp3 basati su tale tecnologia. Sul fronte telefonico sto tentennando più per pigrizia che per altro: sono affascinato dall’Iphone e trovo catastrofici i device Windows Mobile che l’azienda mi “costringe” ad utilizzare.. Sul fronte sistemi operativi credo che farò un pò più fatica…
    /outing mode off/

    🙂

    Rispondi
  • Si vede proprio che non hai più una mazza da fare e tanto tempo da perdere per capire cosa è cool e cosa non lo è… 🙂
    Io difficilmente sarò mai cool, però la musica la conosco bene e da parecchio tempo, ed è meglio ascoltarla da un buon impianto stereo piuttosto che con quei “cosi” nelle orecchie!

    P.S: ma ci gira SQL Server su quegli “affari”? 🙂

    Rispondi

Rispondi a GioLib Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Menu