I numeri parlano chiaro: il consumo pro-capite in Italia nel 2008 è stato di oltre 225 uova. Un buon numero visto che il totale supera i 13 miliardi all’anno, quasi 36mila al giorno. Una prestazione modesta se confrontata con messicani, giapponesi e cinesi che guidano la classifica con 350, 330 e 320 rispettivamente (qui per un approfondimento). Immagino ci siano molte frittate e tanti piatti – magari anche dolci – ricchi di uova nelle tradizioni culinarie di queste popolazioni, ma le mie competenze in materia sono limitatissime.

Ho fatto dei calcoli veloci per quanto mi riguarda: credo di fermarmi a quota 100-120 al massimo considerando che le consumo quasi esclusivamente come soft-boiled, cioè per 4 minuti e 30 secondo nell’acqua bollente. Significa che qualcuno – un connazionale per ovvi motivi – deve sorbirsi le 150/130 che io non consumo per scelta, facendo di quell’individuo quasi un recordman!

Mi sono quindi documentato per capire come meglio contribuire alle statistiche nazionali non volendo passare per il solito piantagrane anche in questa particolare classifica. Dr. Barry Sears, l’inventore della Diet Zone – consuma due uova sode al giorno rimuovendo il giallo (si chiama così, giusto?) e sostituendolo con elementi a elevato contenuto di omega 3 come guacamole o hummus. Lui afferma trattarsi di un ottimo modo per iniziare la giornata, soprattutto se combinata con una passeggiata di una quindicina di minuti sul tappeto direttamente in casa (beato lui che ha spazio e vicini che non si lamentano delle vibrazioni e del rumore). In realtà le immagini in un recente servizio televisivo non gli hanno reso grande giustizia vista la rotondità addominale (dubito fossero fasce muscolari). Inoltre il fatto che le immagini disponibili via Google siano sempre dei primi piani mi porta a sospettare un po’ sull’efficacia della colazione da lui proposta a base di uova. Io – finché reggo – brucio 800 Kcal di prima mattina correndo e poi faccio una ricca colazione comprendente – a volte – uova.

Il libro-guida The skinny appena uscito nella primavera 2009 negli USA (disponibile su Amazon.com) sembra confortare la tesi di una colazione a base di proteine digeribili piuttosto di carboidrati e – dettaglio che non conoscevo – evidenzia come alimenti quali pane, biscotti, alcolici, dolci e paste assunti prima di mangiare aumentino il senso di fame con conseguenze facilmente immaginabili per chi cerca di contenersi: fallimento totale.

Quindi focalizzazione sul bianco e non sul giallo (sempre termini tecnici) dell’uovo. Ma il vero problema è un altro, a mio avviso: deporre 13 miliardi di uova in un anno non è una bella rottura e un impegno non trascurabile anche per galline volonterose? Negli USA commercializzano anche le Extra Large!!!

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