Mancano almeno una decina d’anni prima che la mia primogenita si affacci al mondo del lavoro. Forse un po’ prematuro preoccuparsi delle sue attività post universitarie visto che non esistono molte certezze, salvo una generica manifestazione d’intenti verso Stanford University (entrare richiederà un certo sforzo e abilità). La sua recente festa di compleanno è stata oggetto di riprese video e un ampio reportage fotografico. Nel weekend imediatamente successivo la mia piccola ha proceduto all’editing di tutto il materiale prodotto per condividere con le amiche questo momento “storico”. Tutto fatto su iMac con iMovie, le canzoni acquistate da iTunes come sottofondo musicale e una buona dose di interventi sui singoli clip per esaltarne gli effetti scenici e limitare qualche imperfezione all’origine. Davvero un ottimo lavoro e sorprendente l’agilità dimostrata nel gestire questi strumenti software, peraltro veramente intuitivi e potenti allo stesso tempo.

Già nel lontano 1996 credo di aver introdotto a una platea italiana in occasione di una delle primissime edizioni di una conferenza tecnica dedicata al mondo Windows il testo di Dan Topscott Growing Up Digital dove il concetto di LLL – apprendimento esteso per l’intera durata della vita adulta – e la nascita di una generazione digitale rappresentavano i punti cardine del suo lavoro di ricerca. Questo manifesto ha avuto recentemente una logica sequenza a distanza di quindici anni (Grown up digital), la fotografia e l’analisi delle anticipazioni del testo originario.

Il punto di questo post è comunque il seguente. Sebbene Rebecca debba compiere ancora molta strada con altrettanti ostacoli, dubbi, incertezze e scelte da compiere, pensando positivo è logico attendersi che lei e molte sue coetanee si troveranno ad affrontare il loro primo giorno di lavoro con grandi aspettative e un bagaglio conoscitivo di prodotti e soluzioni software non indifferente. Nonostante sia abbastanza all’oscuro delle teorie e implicazioni associate al Cloud Computing, già oggi ne fa ampiamente ricorso per le sue esigenze aumentando continuamente nel tempo la quantità di servizi software ai quali ricorre con naturalezza e spontaneità. Tralasciando considerazioni sul merito, le credenziali indispensabili, il livello di disoccupazione e altri elementi oggettivi che ruotano attorno al mondo del lavoro e i giovani, la sensazione è che lo “stereotipo Rebecca” possa trovarsi nella posizione di annoiarsi molto facilmente qualora dovesse venirsi a trovare in un contesto un po’ piatto per strumenti e stimoli intellettuali prospettati. La sua festa di compleanno è stata improntata al divertimento e al gioco. Ha poi avuto una non trascurabile componente digitale sia in fase di organizzazione, gestione e post-produzione. Immagino un approccio mentale simile nel caso di un qualsiasi generico progetto lavorativo e mi domando se il suo capo sia in grado di reggere il passo (faccio la stessa considerazione per il sottoscritto). Sono appena rientrato da un evento organizzato vicino a Milano e dedicato al futuro della finanza. Presentatori di alto livello e un parterre ricco di competenze di vario genere. Vedendo sul mio badge il nome Google è ovvio che molte delle conversazioni che mi hanno visto protagonista ruotassero attorno alla tecnologia e a Internet. Non ho contato il numero di interlocutori che hanno candidamente affermato di “…non capire nulla di Internet e di tecnologia…”. Nulla da eccepire salvo uno stimolo in più a rileggere i testi di Dan Topscott e a promuoverli a scopo divulgativo.

Per concludere, consiglio la visione di questo video realizzato dal dipartimento di Digital Ethnography di Kansas State University un paio di anni fa. Illustra bene il concetto.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=dGCJ46vyR9o]

4 Commenti. Nuovo commento

  • Tempi duri per i Nativi

    “…non capire nulla di Internet e di tecnologia…” in piena Rivoluzione Digitale
    “parterre ricco … futuro della finanza e dell’economia…”

    Molti autori ormai segnalano :
    la fine del fordismo e varianti postfordiste,
    la smaterializzazione della produzione in tutte le sue varianti,
    la crescita del lavoro cognitivo,Digitale
    l’aumento della quota di capitale definito “intangibile”
    (istruzione, formazione, ricerca e sviluppo, …)
    il ruolo determinante dell’innovazione,
    la produzione di ricchezza a mezzo di conoscenza,
    il trasferimento dalla manifattura alle fasi della produzione immateriali
    portano con sè lo sviluppo di un ‘ Economia immateriale,cognitiva, delle idee, Digitale appunto

    ma pare che i datori di lavoro brancolino nella old economy ,
    difficile lavoro per le native Digitali

    Rispondi
  • A me pare che le generazioni future imparino in fretta ad usare le interfacce … ma pochi vanno a cercare “sotto il cofano” del programma che usano, per capire cosa ci sta dietro.

    Arriverà una generazione … “superficiale”?

    Saluti
    Marco (SE&O)

    Rispondi
  • Mi associo ai commenti di Stefano, Marco, e mentelab…
    possibilità ce ne sono le premesse anche, cosi’ come gli sforzi di molti, eppure sia le istituzioni sia buona parte degli operatori si trovano spiazzati o come dicono di “…non capire nulla di Internet e di tecnologia…” … grave molto grave… dalla bolla .net degli anni 90 si é usciti con le ossa rotte a livello finanziario.. ma immagino che oltre all’ uso superficiale di GSM e PC a scopo lavorativo ci sia da parte di chi “dovrebbe essere guida..” una totale mancanza di presa di coscienza e di conoscenza.. e questo si riflette sui giovani, anche le mie figlie , dalla piccola di 10 a quella d 15 l’ uso del pc e del SW é quasi quotifdiano e strumento per scuola o ludico, ma non vanno piu’ in là a capire cosa c’é dietro, i fenomeni che portano all’ uso delle reti, dei Social networrks, ecc. Sarà un processo lungo? spero di si ma non troppo…

    Rispondi
  • Non conoscevo il video che riprende in parte alcune tematiche affrontate dall’ormai famoso “Shift Happens”… (http://shifthappens.wikispaces.com/ dove oltre al wiki si trovano anche le varie versioni del video)… credo che forse solo con la generazione “Rebecca”, di cui fa parte anche il mio Carlo (11) ci sarà la possibilità di avere qualcuno che impegnato nel proprio lavoro utilizzerà coerentemente ed efficientemente gli strumenti digitali a supporto, magari con un responsabile non a digiuno degli stessi ma che anzi li conosce e promuove (cosa che attualmente non fa nemmeno il 90% degli IT Manager italiani). Purtroppo però questo gap tecnologico se lo dovranno colmare da soli o con l’aiuto di qualche genitore o parente, perchè la scuola non sa e non vuole sapere, figuriamoci insegnare…

    Rispondi

Rispondi a mentelab Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Menu