Questa storia ha dell’incredibile. Coinvolge persone note al grande pubblico americano e mondiale e un giovane protagonista capace d’essersi rovinato completamente l’esistenza per una stupidata, una bravata e un’idiozia senza precedenti ma con conseguenze devastanti. David Kernell, oggi 22 anni, nel 2008 è riuscito a rispondere correttamente alle domande di sicurezza relative all’account di posta Yahoo! di Sarah Palin, all’epoca governatrice repubblicana dell’Alaska e candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti insieme al senatore dell’Arizona John McCain. Dopo essersi infiltrato nell’account personale della candidata repubblicana, il giovane ha pensato bene di reimpostare la password e di esporre parte del contenuto recuperato attraverso diversi canali. In aggiunta, ha ostacolato l’investigazione condotta da FBI una volta informata dell’accaduto. Ora rischia 50 anni di carcere.

Il mio primo commento ironico è che a me non è riuscito di ripristinare il mio account Yahoo nonostante ripetuti tentativi, tanto da doverne creare uno nuovo. Ma la vera lezione da trarre da questa storia – oltre a condividere il senso di devastazione che immagino provino i genitori di questo giovane oltre al rimorso per non avergli appioppiato qualche ceffone in più negli anni dell’adolescenza – è come questo genere di reati venga preso in considerazione molto seriamente negli USA. Come è giusto che sia.

In ambito corporate la leggerezza e l’approssimazione con cui vengono spesso redatte emails interne meriterebbe un’attenzione maggiore da parte di tutti. Secondo le leggi federali statunitensi, le aziende sono tenute a conservare sui propri server le email corporate per almeno cinque anni, policy che molte spontaneamente raddoppiano. E in caso di investigazioni, tutto questo materiale riemerge spesso con conseguenze rilevanti per gli autori e le aziende di appartenenza.

1 Commento. Nuovo commento

  • E’ proprio vero, Stefano. In generale in Europa questa “coscienza” non esiste o e’ solo parzialmente compresa. Tutto cio’ che e’ digitale e’ ancora relegato a una “serie B”, meno importante, meno rilevante, meno “seria”. Anche questo tipo di cose la dicono lunga sull’evoluzione di una cultura (o meno).

    m.

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