Da una decina di giorni, due terzi della flotta di SouthWest Airlines dispongono di nuovi dispositivi di navigazione di bordo concepiti secondo lo standard RNP o Required Navigation Performance. Si tratta di una soluzione che consente di determinare la migliore rotta di navigazione attraverso un sistema satellitare, risparmiando in tempo (ottimizzazione dei percorsi) e, di conseguenza, in carburante. I vantaggi per i passeggeri sono evidenti, compresa anche una navigazione più dolce e potenzialmente più piacevole soprattutto nella fase di atterraggio.

Non si tratta di una novità tecnologica assoluta vista che la prima implementazione risale al 1996 da parte di Alaska Airlines, la compagnia aerea con base a Seattle e particolarmente forte sulla costa ovest, Alaska inclusa come suggerisce il nome. L’investimento sostenuto da SouthWest ammonta a $175M comprendendo anche la formazione necessaria per i piloti della compagnia. Allo stato attuale solo venti aeroporti statunitensi sono dotati di apparecchiature in grado di gestire la navigazione RNP, ma è realistico ritenere che la FAA – Federal Aviation Association – presto emanerà direttive per estendere l’adozione di questa forma avanzata di gestione delle rotte aeree.

Secondo dati forniti dall’associazione die controllori di volo americani, ogni giorno lo spazio aereo USA è attraversato da quasi 90,000 voli di cui circa 30,000 commerciali e altrettanto privati. Evidente come qualsiasi miglioramento nelle tecniche di volo possa avere ripercussioni positivi su tutta l’industria dell’aviazione civile.

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