Sembra una richiesta assurda. E infatti lo è! Si tratta della provocazione lanciata da alcune persone guidate semplicemente del buon senso, qualità che non sembra abbonda tra gli esseri umani. A ispirare la creazione del sito Please Robe Me! (per piacere derubatemi!) la considerazione che per molti è diventato quasi un vezzo comunicare a tutto il mondo la proprio posizione sul pianeta, quasi sempre indicando posti che non coincidono con casa propria. Considerando la facilità con cui informazioni personali vengono condivise in modo volontario o involontario anche con estranei sul Web, i tre fondatori di questo sito (attualmente in fase di “ripensamento”) hanno deciso di sfruttare i flussi Twitter di informazioni con riferimenti geografici per richiamare l’attenzione delle persone verso i rischi connessi con una disinvolta gestione delle proprie informazioni. Spesso guidati da una genuina voglia di condividere esperienze piacevoli con i propri amici, a volte anche solo per vezzo, molti utenti di strumenti di social networking non esitano a pubblicare foto e fornire dettagli accurati sui propri spostamenti, un indiretto invito a malviventi a valutare potenziali vittime. L’eco suscitato nei media americani dal sito è solo uno dei tanti contributi degli ultimi tempi pensati per stimolare qualche riflessione sugli eccessi derivanti da un uso indiscriminato di propri dati sensitivi. Ma la storia non finisce qui, ovviamente.

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