La Newspaper Association of America ha rilasciato i dati relativi al primo trimestre del 2010. Il comparto dei quotidiani USA ha raccolto $730M in introiti da ads digitale, un importo pari al 12.2% del totale delle entrate da pubblicità, contratto del 10% assestandosi a $6B nei primi 90 giorni dell’anno. Quindi uno scenario che conferma le difficoltà del modello di sostentamento tradizionale, ma offre qualche elemento positivo nel maggior peso delle revenue digitali percepite come l’ancora di salvezza del prodotto. Rimane ancora da comprendere meglio il livello di profittabilità associato a $1 digitale rispetto allo stesso importo fatturato con pubblicità cartacea. A fronte di costi di distribuzione inferiori, esistono però oneri legati alla maggior complessità della gestione delle campagne online causa la maggiore complessità dell’ecosistema di riferimento, almeno in Italia.

Per il New York Times, il più insigne rappresentante della categoria insieme a WSJ, l’andamento del primo trimestre ha registrato un calo nella pubblicità tradizionale (-6%) e una forte crescita di quella digitale (+26%) che ora contribuisce a oltre un quarto del risultato complessivo. Un’ulteriore dimostrazione che l’unica strada percorribile consiste nella qualità editoriale. La sezione quotidiani – oltre a NYT comprende anche Boston.com e altre realtà minori – ha raggiunto $80M di raccolta, circa l’11% del totale del settore.

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