Siamo in fase di pianificazione delle vacanze estive, in ritardo come al solito e con poche idee chiare su come trascorrere un periodo insieme che coniughi relax ed esperienze stimolanti. Ma per questo ci appoggiamo alle doti pianificatrici della mamma. Io mi ritaglio altri compiti, soprattutto per quanto riguarda la dotazione tecnologica che ci deve seguire quando lontani da casa. Quest’anno Apple iPad è un forte candidato a seguirci nei nostri viaggi grazie in prima battuta alle dimensioni e al peso ridotto. Potrebbe sostituire rispetto alle scorse estate il laptop delle bimbe opportunamente riempito di contenuti media acquistati a casa per garantire intrattenimento negli spostamenti lunghi e facilmente reintegrabili con nuovi episodi e film nel tempo. Perfetto anche per memorizzare le foto e i video prodotti, contando poi anche su spazio nella “nuvola” per backup e condivisioni varie. Irrinunciabili telefoni vari, macchina fotografica SLR voluminosa e pesante, ma l’unica soluzioni per foto di qualità, fotocamera HD e un MacBook Pro (penso a quello personale rispetto al solito aziendale). Oltre all’hardware, nelle scorse estate partivamo con una discreta dotazione di libri che si arricchivano nel tempo per soste da Barnes & Noble o per acquisti da Amazon.com.
Quest’anno si cambia abbracciando la “filosofia” degli ebooks. Nonostante apprezzi Amazon Kindle, la strada scelta segue la proposta del retailer di Seattle, ma a livello software. Su tutti i dispositivi portatili – quindi sia quelli equipaggiati con iOS che quelli con Android – ho installato l’applicazione Amazon Kindle. Questa la piattaforma standard sulla quale intendo costruire oggi e in futuro la libreria di testi elettronici per tutta la famiglia. I vantaggi sono evidenti partendo dall’accesso a una scelta attualmente di oltre 600K titoli a prezzi molto convenienti. La portabilità tra dispositivi è però l’aspetto che ritengo più convincente in assoluto. Lo stesso ebook risulta infatti leggibile su il telefono Nexus One, un iPhone o l’iPad. Questo significa disporre di almeno 4 lettori (3 telefoni e l’iPad) tutti con una buona fruibilità e senza dover trasportare hardware addizionale. In altri termini, la mia preferenza va verso uno standard software legato al fornitore del contenuto piuttosto che a una dipendenza hardware (e di formato), soluzione quest’ultima che potrebbe risultare penalizzante nel tempo ipotizzando la disponibilità nel prossimo futuro di un grande numero di form factors equipaggiati con Android e, in seguito, con Chrome OS.
Mi sembra giunto il tempo per passare a un formato “soft” anche per i libri come già fatto per la musica e i film (addio supporto fisico, anche se forse con un certo rammarico), abbracciando una soluzione “aperta” a qualsiasi piattaforma hardware presente e futura.

1 Commento. Nuovo commento

  • Sposo moltissimo la filosofia in particolare lato e-book, per chi viaggia molto è una manna dal cielo! Certo la vecchia carta manca un pò ma ci si abitua in fretta… peccato che attualmente i titoli in italiano siano alquanto inesistenti ma rimango fiduciosa… La e-letteratura inglese e francese invece non manca e l’abbattimento dei costi è notevole.

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