Notizia sottovalutata dai media internazionali, ma di potenziale notevole impatto nel prossimo futuro. E soprattutto destinata a segnare un solco tra il prima e il dopo nel segmento dei contenuti televisivi distribuiti via Web. Da diversi anni ormai BBC ha sviluppato una strategia di distribuzione dei propri contenuti televisivi sul Web realizzando e distribuendo un’applicazione – iPlayer appunto – per permettere ai propri utenti di vedere o rivedere sul proprio laptop i documentari e gli show prodotti dalla TV britannica. Visti i risultati in termini di utenza e di quantità di contenuto consumato online, questa iniziativa è stata un sicuro successo, ma confinata al solo Regno Unito. Ora la decisione di aprirsi al mercato. I vincoli da superare – oltre a quello di tipo strategico sull’utilità e la convenienza di una simile decisione – sono stati di ordine contrattuale ed economico. nella prima categoria ricadono tutte le problematiche di libera circolazione del contenuto senza vincoli territoriali e/o linguistici, quanto teorizzo e auspico da tempo. La decisione di BBC indica che si tratta di una strada percorribile. Sul secondo punto pesava la riflessione che i contenuti prodotti da BBC erano finanziati dai contribuenti inglesi. Renderli disponibili all’estero avrebbe significato agevolare e beneficiare chi non sosteneva l’onere legato alla produzione attraverso il pagamento del canone. La scelta di proporre l’utilizzo di iPlayer a pagamento – l’importo deve essere ancora finalizzato – all’esterno della Gran Bretagna la logica quadratura del cerchio. Ansioso di sottoscrivere al servizio.

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