Finalmente il 23 novembre 2010 ha aperto i battenti il negozio online Amazon.it, versione italiana del più grande eretailer al mondo. Conosco e “frequento” Amazon.com dal 1995. Il mio primo incontro risale a una fiera di libri a Chicago in quell’anno. Lontano dagli stand faraonici di case editrici americane, in lontananza e in una zona periferica, si trovava il piccolo spazio di quello che sarebbe poi diventato un punto di riferimento e di rivoluzione per l’industria intera.

Il fatto che Amazon.com sia sbarcata in Italia solo oggi è un eccellente indicatore dello stato di maturità del nostro paese da tutti i punti di vista, non solo quello tecnologico. Il ritardo di dieci anni rispetto alle aperture in altri paesi europei è la misura corretta della distanza che ci separa da mercati quali Francia e Germania.

Allo stesso tempo, proprio l’avvento di Amazon.com in Italia in questi giorni testimonia anche che ora sembrano esserci finalmente le condizioni per una vita digitale decente anche qui da noi. Il 2010 è stato infatti un anno di “presa di coscienza” da parti di molti del ruolo che l’economia e i contenuti digitali esercitano su fasce sempre più ampie della popolazione, come testimoniato da un’utenza in crescita (+14%) e investimenti pubblicitari con forte segno positivo (+16%).

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