La tragedia di Costa Concordia si sta dipanando in diretta sotto i nostri occhi. Un vero disastro, doppiamente tragico. Ha trasformato un momento di divertimento, relax e gioia in un ricordo che molti faranno fatica a dimenticare e la fine corsa per alcuni (3 al momento). Inoltre, il tutto è avvenuto in condizioni decisamente non estreme, quasi certamente un errore umano. Un evento che ha fatto il giro del mondo in pochi minuti e che ha trovato in Twitter il miglior strumento di comunicazione, copertura e diffusione delle notizie.

Per gli Old Media nazionali un mezzo disastro. Poche notizie, frammentate, velocemente obsolete visto il volgere degli eventi e la lentezza degli aggiornamenti. Le foto gallery – lo strumento così caro ai nuovi arrivati di Internet per produrre volume – limitate, relative alla notte e incapaci di documentare le reali dimensioni dell’accaduto, sensazione che invece si coglie in pieno nei commenti e nelle foto riportate da Twitter. Alle 10:50am di questa mattina, 14 gennaio – qualche segnale di sforzo editoriale compare su alcune testate online italiane. Fino a poco prima compariva la “diretta Twitter” per documentare l’accaduto, foto della notte, qualcosa di realmente modesto, inutile e senza valore aggiunto visto che sono le evoluzioni in tempo reale quelle che interessano. Soprattutto le condizioni dei passeggeri.

L’apice, però, su un altro quotidiano online. I video dedicati all’evento e alle testimonianze raccolte in loco erano rigorosamente preceduti dalla pubblicità di una carta igienica e il passaggio a un’altra sezione delle notizie interrotto da una pubblicità a tutto schermo di una banca che consigliava di sottoscrivere il proprio aumento di capitale. Anche in questo caso, una vera e propria disfatta concettuale di chi “impagina” questi prodotti editoriali. Nessuna colpa alle aziende la cui comunicazione promozionale è stata visualizzata in associazione a contenuti non proprio piacevoli. In Italia ogni giorno muoiono centinaia di persone, sebbene solo in alcuni casi vengano ampiamente pubblicizzate. E come è giusto, la comunicazione pubblicitaria prosegue.

È la strategia di fondo di produzione e di impacchettamento dei contenuti giornalistici online che mi lascia molto perplesso. E questo non perché siamo in presenza di notizie tragiche e quindi la pubblicità non è opportuna. Una simile interpretazione è troppo becera e stupida da meritare qualsiasi commento. Il punto è un altro. Chi si sta avvicinando con tanta fatica alla produzione di notizie online dovrebbe ereditare dal modello televisivo la tradizione di fornire una netta separazione tra lo spazio informativo e quello pubblicitario, sebbene anche per i network televisivi l’importanza di produrre revenue non sia di sicuro secondaria. Ma francamente, essere esposto alle proprietà di una carta igienica come contributo personale per poter visualizzare un video relativo a una breaking news non sembra molto sensato da qualsiasi punto di vista. Nessun disagio per me contribuire con una subscription se richiesto. Ma il modello di produzione dei contenuti sostenuto dalla pubblicità deve essere sensato. A questo punto, però, preferisco seguire la diretta su Sky News – magari su Sky Go – e il risultato è decisamente più conforme alle mie personalissime aspettative di come debbano essere prodotte e veicolate delle breaking news. E nel frattempo seguo il flusso reale di contributi che compaiono su Twitter.

Notizia veramente terribile, copertura da parte degli Old Media decisamente non all’altezza. Ma questa non è una notizia.

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