0 La Fine dell’Era del Buon Senso: alcune prove schiaccianti – Technology, Media & More

Avete ancora qualche dubbio relativamente al fatto che stiamo vivendo le prime fasi di una nuova era dove la tecnologia digitale esercita un ruolo dirompente e rappresenta un elemento di costante innovazione?

Vi propongo una serie di fatti risultato di analisi e osservazioni condotte di recente negli ambiti più disparati per sostenere la teoria che il mondo sta evolvendo verso forme di pensiero, comportamento e anche organizzative diverse dal presente e dal passato. Si tratta di esempi scorrelati tra loro che evidenziano molti dei concetti chiave esposti ne La Fine dell’Era del Buon Senso. In molti di questi troverete la costante misurazione della realtà che ci circonda, il tutto effettuato con grande precisione, accuratezza e ampiezza dei dati raccolti per descrivere in profondità un qualsiasi fenomeno comportamentale o microeconomico. In altri, come la tecnologia sostituisca progressivamente forme consolidate e ampiamente diffuse di pratiche di business o anche semplicemente abitudini comunemente accettate. L’elenco non può che espandersi nel tempo visto che ogni giorno che passa ci avvicina sempre più al futuro/presente che siamo destinati a vivere. Con soddisfazione, mi auguro.

  • Commuting time. Secondo uno studio pubblicato nell’ottobre 2011 da OECD, gli italiani trascorrono oltre 40 minuti al giorno per raggiungere il posto di lavoro, un valore superiore alla media dei trentaquattro paesi membri (38 minuti) e molto superiore agli USA (28 minuti). 44 minuti al giorno significa 3 ore e tre quarti alla settimana dedicati a trasferimenti fisici in andata e ritorno. Queste misurazioni differiscono da uno studio condotto in Europa nello stesso periodo, ma poco importa. La sostanza è che trascorriamo troppo tempo in attività spesso economicamente non convenienti visto che l’80% della capacità di trasporto delle auto non viene utilizzata in alcun modo. Ciò significa la sola presenza del guidatore a bordo nella maggior parte dei casi. Esistono le condizioni per modificare questo dato di fatto? Probabilmente no nel breve e medio periodo, ma sicuramente quanto può cambiare nei prossimi anni è l’esperienza a bordo delle nostre auto. Nel libro racconto di un nuovo fenomeno chiamato Quantified Self, l’accurata misurazione di attività individuali come il battito cardiaco, il sonno e molte altre ancora. Ipotizzare le auto dei prossimi anni equipaggiate con sensori progettati per misurare alcuni parametri chiave del funzionamento corporeo può risultare utile nel suggerire comportamenti da tenere in ufficio per ottimizzare le proprie prestazioni, check-up continui di parametri fisiologici chiave (battito cardiaco attraverso il volante, per esempio) e anche stabilire l’alimentazione ottimale a fine giornata. Probabile che, salvo situazioni urbanisticamente favorevoli, saremo costretti ad allocare oltre 160 ore all’anno (pari a 20 giornate lavorative) per il non troppo piacevole commuting, anche se in questo lasso di tempo saremo nelle condizioni di fare qualcosa di più utile e interessante rispetto a oggi.
  • Restaurant stats. Il numero di ristoranti negli USA sfiora quasi il milione: 970.000 per la precisione. Numericamente significa un punto di ristorazione per ogni 321 cittadini americani a cui andrebbero aggiunti i milioni di visitatori annui, sebbene presenti nel territorio solo per una breve parte dell’anno. Il numero di addetti è pari a 12.9 milioni, un grande esercito per un’industria che cattura 48 centesimi ogni dollaro speso in cibo e genera un fatturato giornaliero pari a $1.7 miliardi. Su base annua, la dimensione di questa industria corrisponde al 4% del PIL USA. A supportare l’immagine maturata nel tempo vedendo i film americani, un adulto su due ha avuto un’esperienza professionale nell’industria, nella maggior parte dei casi come cameriere come da aneddotica cinematografica appunto. Oltre 2.500 dollari all’anno per famiglia la spesa in ristoranti su base annua. Nonostante ciò, il tasso di fallimento al primo anno di esercizio si attesa al 30% corrispondente a 9000 locali il cui fatturato medio si attesa introno a $580.000 all’anno. Per concludere con un dato legato alla tecnologia, il 38% degli adulti americani afferma di desiderare il ricorso a specifiche apps per smartphone per accelerare e semplificare il servizio al tavolo. Le implementazioni di modalità di ordinazione con iPad o smartphone e di pagamento finale grazie a soluzioni tecnologiche di vario genere ormai si sprecano.
  • iPad and breakfast. Avete mai alloggiato presso l’Hotel Bel-Air nell’omonimo quartiere di Los Angeles? Nulla di grave perché se l’avete fatto vie siete persi l’opportunità di ordinare la colazione in camera in un modo innovativo e particolarmente piacevole: attraverso un iPad presente in ogni camera di questo rinomato hotel. Il 75% degli ordini ricevuti – quindi 3 su 4 – provengono dal tablet, il tutto a sole poche settimane dal lancio di questo servizio. I vantaggi sono molteplici come facile immaginare. Per il consumatore si tratta di un’esperienza molto più realistica rispetto al passato perché la selezione si basa su immagini e video dei piatti disponibili, ma anche di commenti dello staff della cucina. Inoltre è veloce e istantaneo e non richiede nemmeno di scomodarsi per ricercare una penna o posizionare il cartoncino fuori dalla porta della camera. Le statistiche raccolte indicano anche un aumento della spesa per colazione con tempi di ordinazione molto anticipati rispetto a quelli di consegna. Oltre al vantaggio economico, quindi, anche evidenti benefici nell’organizzazione del lavoro in cucina e pianificazioni istantanee su come ottimizzare la consegna nelle camere. Inutile aggiungere come modifiche al menu e statistiche sui consumi siano due attività a costo praticamente nullo e tempi di esecuzione ridotti ai minimi termini oltre anche a memorizzare le preferenze di ogni singolo ospite per rendere ancora più gradevole e piacevole il prossimo soggiorno.
  • Le città più fotografate al mondo.  Portland in Oregon, Dublino in Irlanda e Austin capitale del Texas agli ultimi tre posti di questa classifica delle Top 25 località più fotografate al mondo che si basa sull’analisi di alcune decine di milioni di fotografie analizzate attraverso appositi software. Le tre località più immortalate sono elencate nel libro. Provate a immaginare. Le statistiche raccolte negli ultimi mesi indicano in 2.8 il numero medio di dispositivi elettronici per coppia di viaggiatori, valore che sale a 7 se viene presa in esame una famiglia. Realistico ritenere quindi che in occasione di un viaggio di piacere una delle azioni più frequenti consista nello scattare foto.
  • Cause del surriscaldamento del pianeta. Quali le cinque cause principali per il surriscaldamento del pianeta? Il buon senso porterebbe a colpevolizzare il traffico automobilistico e ad attribuirgli le responsabilità maggiori in assoluto. Le cose non stanno così. La numero uno è la progressiva e continua azione di deforestazione del pianeta con conseguente minor consumo di CO2 e ridotta produzione di O2. Al secondo posto si attestano gli allevamenti bovini e la naturale emissione di gas metano. Impianti per il trattamento di combustibili fossili, i veicoli e l’estrazione di combustibili fossili (soprattutto l’attività mineraria) completano l’elenco.
  • Internet of Things. Aggiungere intelligenza a qualsiasi oggetto: questo un trend in atto e in progressiva espansione grazie alla sempre più massiccia adozione di tecnologia e di software negli oggetti che ci circondano. Nel maggio 2012, GE ha sviluppato un innovativo contenitore per il latte collaborando con il laboratorio Quirky. Due le finalità del progetto: conoscere sempre lo stato qualitativo del latte e informare il consumatore su eventuali esigenze di nuovi acquisti e rifornimenti. Il primo punto viene indirizzato tenendo sotto controllo il livello di pH che deve attestarsi a 6.7 per preservare condizioni ottimali. Scostamenti rispetto al valore indicato sono percepite dal contenitore che interagisce con un’apposita app per iOS segnalando anche la quantità di latte residuo in unità di misura utili e comprensibili – tazze riempibili, per esempio – e momento della scadenza. Necessario disporre di un simile contenitore? Probabilmente no, ma è una chiara indicazione di quanto dobbiamo aspettarci prossimamente: adozione e applicazione di tecnologia in qualsiasi contesto e ambito.
  • Conversazioni telefoniche. Duravano mediamente poco più di 3 minuti nel 2006, anno precedente all’introduzione del primo Apple iPhone. Alla fine del 2011, la durata media era scesa a 1.78 minuti cioè un minuto e 47 secondi. La metà. A livello mensile, si è passati da un valore medio di 826 minuti sempre nel 2006 a 681 alla fine del 2011. È evidente come il ricorso a molteplici forme di comunicazione basate su Internet stia progressivamente erodendo il tempo complessivo allocato a delle tradizionali conversazioni telefoniche, in qualche modo superate da forme più idonee alle esigenze di oggi. Lo spettro di soluzioni comprende la semplice e spesso denigrata email, fino a soluzioni di video conferenza con più interlocutori, spesso fornite gratuitamente e accessibili da un ampio insieme di dispositivi, dai più tradizionali computer agli smartphone di ultima generazione. Prevedibili quindi revisioni ai diversi piani tariffari e anche l’introduzione di pacchetti di soli dati visto che il consumo si sta indirizzando verso quella direzione.
  • Photos. Diversi miliardi di foto sono state scattate negli ultimi tempi, numero che aumenta come conseguenza della diffusione degli smartphones, di social network specializzati come Instagram, Pinterest e LoveIt oltre al mastodontico Facebook e alla presenza di una videocamera anche nei tablet dal 2011. Una metrica che impressiona (ma non so quanto oggettivamente misurabile) indica in 2 minuti il tempo necessario oggi per scattare lo stesso numero di foto del secolo scorso. L’idea di progressione esponenziale la fornisce però l’indicazione che il 10% del totale di foto scattate in tutti i tempi è concentrato negli ultimi dieci mesi. Secondo Facebook, le foto caricate ogni giorno ammontano a 300 milioni. Se questo numero fosse costante per un intero anno – cosa che non è perché cresce di diverse di decine di milioni di unità ogni trimestre – il numero complessivo di nuove immagini alla fine di un anno sarebbe pari a poco meno di 110 miliardi di foto, in media 16 per ogni abitante del pianeta.
  • Private space mission. Nel libro ricordo in un paio di occasioni le missioni lunari condotte da NASA negli anni sessanta e settanta. Nel 2012 abbiamo invece assistito al lancio con successo di una prima missione spaziale gestita interamente da privati, la prima di quella che si delinea come una lunga serie da parte di più aziende. Analizzando il tutto dalla prospettiva della competizione spaziale tra USA e USSR di qualche decennio fa sembra quasi un’eresia. Un’attività di ricerca di punta e con costi considerevoli non poteva essere affrontata che da una nazione super ricca o totalitaria. Oggi operiamo in un mondo diverso per molti aspetti. L’accesso a capitali anche ingenti non è più prerogativa delle nazioni e la disponibilità di tecnologia e di competenza diffusa consente di arrivare a commentare iniziative come quella di SpaceX che ha completato la prima missione di aggancio alla stazione orbitante International Space Station il 31 maggio 2012. L’azienda è attualmente privata, ma il successo conseguito con la missione di maggio 2012 apre le porte per una probabile quotazione in borsa nel 2013. Il modo in cui dobbiamo abituarci a pensare è ben illustrato da Spacex: imprenditorialità, innovazione, ingresso di privati in spazi precedentemente a esclusivo appannaggio di agenzie controllate da uno o più paesi e costante ridefinizione di quanto ritenuto logico, atteso e in continuità con il passato.
  • Apps economy. Alcuni dati per comprendere il fenomeno dell’apps per smartphone e, più in dettaglio, per la piattaforma iOS di Apple:
    • La data di lancio di Apple iTunes è stata il 9 gennaio 2001;
    • La disponibilità di apps per la piattaforma iOS coincide con il rilascio della versione di iPhone 3G. Per la precisione l’App Store precede di un giorno la commercializzazione di Apple iPhone negli USA: 10 luglio 2008 per il negozio, 11 luglio per il cellulare;
    • La data di lancio di Apple App Store per Mac risale al 6 gennaio 2011;
    • Il raggiungimento del primo miliardo di downloads da iTunes è avvenuto il 4 ottobre 2010.
    • Il 5 marzo 2012 il numero di downloads complessivi ha raggiunto i 25 miliardi, pari a 46 milioni al giorno o 532 al secondo;
    • Circa 600.000 apps disponibili al momento.
    • Il numero complessivo di dispositivi di prodotti equipaggiati con iOS è pari a 315 milioni;
    • In media ogni dispositivo iOS è equipaggiato da circa 80 tra apps e prodotti media comprati da iTunes.

Cosa serve ancora per convincerti a prendere seriamente in considerazione il tuo ingresso nella nuova era post buon senso?

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