Giovedì scorso Apple ha comunicato a Wall Street i risultati del proprio ultimo trimestre per l’anno fiscale 2012, fornendo anche indicazioni per il primo del 2013 che va dal 1° ottobre al 31 dicembre 2012. Il numero prospettato alla comunità finanziaria è stato di $52 miliardi di dollari, cioè $565 milioni per ciascuno dei 92 giorni a calendario. Cifre da capogiro in termini assoluti, ma ritenuti fattibili perché non avrebbe senso esporsi senza una buona dose di certezze viste le implicazioni connesse.

Non ho visibilità sullo spaccato di questo numero e solo fra tre mesi avremo qualche indicazione di massima per linea di prodotto e geografica. Di sicuro non la distribuzione del fatturato per singolo giorno. Solo dall’interno di un’azienda si ha accesso a un simile dato. L’aspetto che fa riflettere è però come la concentrazione di una parte significativa di questo obiettivo finanziario sarà spostato nel mese di dicembre non solo per la prossimità con il Natale.

Due gli elementi che fanno indurre picchi di fatturato giornalieri a dicembre di gran lunga superiori alla media del trimestre:

  1. l’effettiva disponibilità di molti prodotti solo negli ultimi giorni dell’anno;
  2. i problemi di produzione e di approvvigionamento che stanno sicuramente impattando le vendite in queste settimane.

I nuovi iMac da 27″ arriveranno solo a dicembre, quelli da 21.5″ a novembre. Questo non solo significa ritardare del fatturato, ma probabilmente esercitare anche un impatto negativo sulle vendite degli iMac esistenti per i prossimi 40 giorni, peraltro non più acquistabili online.

I nuovi iPad mini bianchi sono andati esauriti in poche ore e i tempi di attesa sono al momento di un paio di settimane almeno negli USA. I nuovi iPad – la quarta generazione – raggiungeranno i punti vendita tra l’inizio e la metà di novembre. Più “preoccupante” la situazione di iPhone 5: l’attesa segnalata dallo store Apple negli USA è di 3-4 settimane. Molto semplicemente significa che per essere relativamente certi di poter regale il telefono più ambito da tutti per Natale, l’ordine non può essere formulato oltre la metà di novembre per garantirsi un minimo di buffer.

Se il traguardo dei $52B verrà comunque raggiunto – o battuto come sensazione condivisa presso la comunità degli analisti di Wall Street – significa che il potenziale è ancora più alto. Un’indice di salute dell’azienda. Almeno per il momento.

Qui la conference call con gli analisti del 25 ottobre 2012 dove sono riportati i commenti relativi al primo trimestre dell’anno fiscale 2013.

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