IMG_1187Nessuna pretesa di poter passare per un esperto della materia, anche se ultimamente ho cercato di focalizzare sul tema per capire come effettivamente ci si debba comportare  in un contesto ambientale diverso dal solito. Come logico e come tutti avranno capito, il titolo non si riferisce alla ricetta per un’esistenza superiore ai cent’anni, bensì a come adattarsi a condizioni climatiche particolarmente forti con temperature superiori ai 100ºF (37.7ºC) per prolungati periodi dell’anno. Il superamento di questa soglia avviene per molte giornate nell’arco dell’anno a Phoenix in Arizona (AZ), addirittura il 26 marzo nel 1988 e il 23 ottobre 2003 selezionando i due estremi di tutti i tempi. Quindi, potenzialmente un’estate che si estende molto oltre la data canonica di inizio e di fine. Le statistiche indicano anche che nel 1989 il numero di giorni con temperatura massima superiore ai 100ºF è stato di 143 (quasi metà anno!) con 76 di fila nel 1993.

Insomma, da queste parti fa caldino. Ieri 109ºF e oggi sono previsti un paio di gradi in più. In Celsius significa poco più di 43ºC (sottrarre 32 e dividere per 1.8). Personalmente mi trovo bene e anzi apprezzo la sensazione di calore del sole sul corpo visto che il livello di umidità è basso. Dopo una giornata sotto i getti dell’aria condizionata è anzi quasi necessario ricaricarsi con i raggi del sole. Ma quali le regole da seguire? Questi i miei suggerimenti suscettibili di integrazioni, modifiche e aggiunte nei prossimi giorni:

  • Pianificare le proprie attività. Fare la spesa deve essere rigorosamente l’ultima tappa di un qualsiasi trasferimento in auto. Fortemente consigliato che la distanza tra il punto vendita e casa sia limitato a pochi minuti. Ovviamente non solo i surgelati si squagliano, ma anche altri prodotti perdono la propria forma fisica sciogliendosi in poco tempo. Le mie vitamine gommose sono ora un blocco unico all’interno del contenitore di plastica. Inoltre, giusto per settare le aspettative, con queste temperature è possibile cucinare un uovo sul marciapiede. Magari non troppo igienico e intelligente, ma rende l’idea.
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  • Niente passeggiata con Fido. Il suolo brucia e anche le zampette del vostro fidato compagno se ne rendono conto. Quindi niente tradizionale giretto e necessità di individuare soluzioni alternative per consentirgli di risolvere i propri problemi quotidiani.
  • Asciuga biancheria non indispensabile. Abbastanza scontato che questo elettrodomestico non ricada nelle priorità domestiche visto il clima secco e le elevate temperature. Comodo approfittare di un rapidissimo passaggio dal bagnato totale a un asciutto rassicurante.
  • Guanti in auto. Occorre parcheggiare al chiuso, se possibile. In caso contrario volante, leva del cambio e altre porzioni dell’abitacolo risulteranno bollenti. E non c’è aria condizionata che tenga per riportarli a una temperatura decente in un arco temporale breve. Occorre aspettare o ricorrere ai ripari proteggendosi le mani e mettersi subito in moto. Tutto sommato il cassetto dal lato del passeggero  si chiama proprio glove compartment.
  • Sport serale. Quasi inevitabile che le attività sportive outdoor debbano essere concentrate nelle ore del tardo pomeriggio. La temperatura rimane sempre elevata, ma almeno il sole è un po’ più clemente con i suoi raggi inclinati. Nonostante ciò, questo è il posto per escursioni di ogni genere e i tanti parchi nazionali ne sono la conferma.

La cosa quasi ironica è che i locali si lamentano del tempo e, come mi è capitato oggi pomeriggio, si scusano per il “bad weather”. Faccio fatica a seguirli nel ragionamento e altrettanto vale per loro quando affermo che mi sembrano condizioni climatiche piacevoli. Forse esagero un po’ visto che all’uscita del ristorante questa sera la temperatura era 101ºF, ma in tutta onestà mi trovo bene. D’altronde potrebbe essere anche peggio visto che il record assoluto di tutti i tempi è stato di 119°F (48°C) il 26 giugno 1972. Ampi spazi di miglioramento!

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